lunedì, Aprile 19, 2021

Dipinti di Cesare Paolantonio alla Galleria “Arianna Sartori”, da Sabato 30 gennaio 2021

La Galleria “Arianna Sartori di Mantova, nella sala di via Ippolito Nievo 10, presenterà una interessante selezione di opere del Maestro Cesare Paolantonio, dal 30 gennaio al 18 febbraio 2021.

La mostra intitolata “Paesaggi e altro” si aprirà nel pomeriggio di sabato 30 gennaio, curata da Arianna Sartori, come altre esposizioni sempre da Lei curate e realizzate nel 1998 alla Galleria Arianna Sartori, nel 2004 al Palazzo Bonoris, sede di Banca Fideuram, a Mantova, e nel 2007 al Museo Diocesano Francesco Gonzaga a Mantova.

Testo alternativo

Cesare Paolantonio nasce a Monza (MI) nel 1937.

Conseguito il diploma al Liceo Artistico di Milano, ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Brera sotto la guida del Prof. Aldo Carpi.

A Venezia un corso di specializzazione di incisione all’acquaforte “Tono Zancanaro”. Ha per qualche tempo frequentato lo studio di Bruno Mantovani e quello del pittore d’arte sacra Luigi Filocamo.

Dal 1955 ha iniziato a dipingere per conto proprio, prima nello studio di Sesto San Giovanni e poi a Milano dove prosegue la sua intensa attività di artista.

Dal 1981 al 1999 è collaboratore artistico al quotidiano “Il Sole 24 Ore” – inserto domenicale.

Negli ultimi anni si trasferisce a Gromo (BG) in alta Val Seriana dove continua la sua attività.

Si spegne a Piario il 4 agosto 2015.

Testo alternativo

Mostre personali:

1962 – Associazione Nazionale Rinascita, Sesto San Giovanni (MI). Galleria Il Giorno, Sesto San Giovanni (MI). 1963 – Istituto Nuova Europa, Sesto San Giovanni (MI). 1966 – Galleria Rizzato, Whitworth, Milano. 1967 – Galleria Marina, Milano. Galleria Pianella, Cantù (CO). 1969 – Galleria Pianella, Cantù (CO). Galleria Pozzi, Novara. 1970 – Piccola Galleria, Brescia. 1971 – Galleria M. Fogolino. Trento. Galleria al Parco, Salice Terme (PV). 1975 – Galleria Club Amici dell’Arte, Milano. Sala Mostre – Palazzo del Governo, Amministrazione Provinciale, Sondrio. 1978 – Galleria Bon a Tirer, Milano. Galleria Il Ponte, San Giovanni Valdarno (FI). Galleria Schreiber, Brescia. 1979 – Galleria II Ponte, Firenze. Studio della Quaglia, Verona. 1981 – Studio d’Arte Grafica, Milano. 1986 – Gallerita, Milano. Studio d’Arte Grafica, Milano. Galleria Il Ponte, Firenze. “Interesse di Goethe per Manzoni”, Mostra itinerante. Istituto Italiano di Cultura, Monaco di Baviera. Heidelberg, ecc. 1987 – Studio Toni De Rossi, Verona. Torre Pusterla, Assessorato alla Cultura del Comune, Pro Loco, Casalpusterlengo (MI). 1991 – Studio Toni De Rossi, Verona. 1997 – Ex Biblioteca e Torre Pusterla, Assessorato alla Cultura del Comune, Pro Loco, Casalpusterlengo (MI). 1998 – Galleria Arianna Sartori Arte, Mantova. 2000 – Internazionale Galleria d’Arte. Milano. 2004 – Palazzo Bonoris, Banca Fideuram, Mantova, a cura di Arianna Sartori. 2005 – Palazzo Deodati Laffranchi, Assessorato alla Cultura del Comune, Carpenedolo (BS). 2006 – Sala Consigliare del Comune, Gromo (BG). 2007 – Museo Diocesano Francesco Gonzaga, Mantova, a cura di Arianna Sartori. Sala Consigliare, Gromo (BG). 2008 – Sala Manzù, Bergamo. 2013 – Sale Ombrello e Filisetti, Gromo (BG). 2015 – Sala Filisetti, Gromo (BG). 2016 – Galleria Studio C, Piacenza. 2017 – Sala Filisetti, Comune di Gromo (BG). 2018 – Galleria Studio C, Piacenza. 2021 – Galleria Arianna Sartori, Mantova.

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Bibliografia essenziale:

2003 – Maria Gabriella Savoia, “Cesare Paolantonio. Disegni 1971-1998”, Mantova, Arianna Sartori Editore.

2005 – Gilberto Cavicchioli, “Cesare Paolantonio. Incisioni”, a cura di Arianna Sartori, Mantova, Centro Studi Sartori per la Grafica.

2007 – Maria Gabriella Savoia, “Cesare Paolantonio. Oltre il reale”, a cura di Arianna Sartori, Mantova, Archivio Sartori Editore.

2008 – “Cesare Paolantonio. Le opere”, Edizioni Opera grafica Electa.

2011 – Arianna Sartori, “Incisori moderni e contemporanei. Raccolta di monografie illustrate”, libro terzo, Mantova, Centro Studi Sartori per la Grafica.

2012 – “Catalogo Sartori d’arte moderna e contemporanea”, a cura di Arianna Sartori, Archivio Sartori Editore, Mantova.

2013 – “Catalogo Sartori d’arte moderna e contemporanea 2014”, a cura di Arianna Sartori, Archivio Sartori Editore, Mantova.

2014 – “Catalogo Sartori d’arte moderna e contemporanea 2015”, a cura di Arianna Sartori, Archivio Sartori Editore, Mantova.

2016 – “50anni d’Arte in Lombardia”, a cura di Arianna Sartori, catalogo mostra, Casa Museo Sartori, Castel d’Ario (Mn), Archivio Sartori Editore, Mantova.

2016 – “Catalogo Sartori d’arte moderna e contemporanea 2017”, a cura di Arianna Sartori, Archivio Sartori Editore, Mantova.

2017 – “Catalogo Sartori d’arte moderna e contemporanea 2018”, a cura di Arianna Sartori, Archivio Sartori Editore, Mantova.

2019 – “Catalogo Sartori d’arte moderna e contemporanea 2020”, a cura di Arianna Sartori, Archivio Sartori Editore, Mantova.

2020 – “Artisti Italiani 2021 catalogo Sartori d’arte moderna e contemporanea”, a cura di Arianna Sartori, Archivio Sartori Editore, Mantova.

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Orario

dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30.

Chiuso festivi

La migliore offerta. Babuino inaugura il 2021 con un’asta di oltre 900 lotti

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Asta al miglior offerente. Dall’arte antica a Picasso. In arrivo quattro giornate di vendita da Babuino a Roma, dall’arte antica all’arte contemporanea, dall’archeologia agli argenti. Oggi, 15 gennaio, apre l’esposizione in via dei Greci 2/A

Tra il 19 e il 22 gennaio andranno all’incanto da Babuino a Roma oltre novecento lotti tra dipinti antichi e arredi del XIX, arte moderna e contemporanea, gioielli, argenteria e collezionismo.  La particolarità di quest’asta di inizio anno è che le opere sono proposte ad offerta libera, ovvero rivolte al miglior offerente. Il catalogo si presenta ricchissimo di lotti che spaziano dall’antico al moderno, dall’arte contemporanea agli oggetti da collezione, dagli argenti ai gioielli.

Nella tornata di martedì 19 si comincia con l’archeologia per passare ai dipinti e arredi antichi. Uno stemma amerino in marmo, proveniente dall’Umbria del XVI secolo -scolpito con vaso fogliato, tre stelle e testa di armigero superiore, con cornici a volute e riccioli – è stimato dagli esperti della maison a 800-1200 euro. Molto bella una coppia di grandi sculture da giardino di inizio XX secolo in metallo a patina verde, raffiguranti due sagittari. Sono in posa classica guarnite da elementi mitologici. Provengono da una villa nei pressi di Roma e quotano 1.500-2.000 euro.

Per i dipinti si segnala  il “Ritratto di Maria Virginia Borghese” attribuito a Jacob Ferdinand Voet (Anversa 1639 – Parigi 1689), un olio su tela, cm. 74,5 x 61 stimato 4-6 mila e scelto come copertina del catalogo. Proviene da una famiglia napoletana il grande olio “Paesaggio roccioso con figure” al lotto 151 stimato 2-3 mila euro e attribuito al grande protagonista del paesaggismo classicista del XVII secolo, Gaspard Dughet. Tra gli arredi si segnala un raro trumeau in ulivo, Verona inizio XX secolo di stile settecentesco, con filettature in acero. La parte superiore è a due sportelli con specchi incisi a motivi di figurini.

N. 515 – PABLO PICASSO (Malaga 1881 – Mougins 1973). Ritratto di donna, 1960. Litografia (seconda matrice), ex. 168/400. Offerta libera

Nella seconda tornata sono esitati dipinti e arredi del XIX secolo. Si segnalano il lotto 367, “Fiori presso una toletta” di un pittore Italiano degli inizi XX secolo (Olio su tela, cm. 51 x 38) e il lotto 427, un tavolo circolare in mogano degli inizi del XIX secolo con piano in granito bianco e nero.

La terza tornata è dedicata all’arte moderna e contemporanea. Anche in questa sessione non mancano cicche d’autore. Una litografia (seconda matrice) di Pablo Picasso (Malaga 1881 – Mougins 1973) raffigura un “Ritratto di donna” del 1960  sarà aggiudicata al migliore offerente. E’ stata realizzata dalla stamperia Il Bisonte di Firenze, trasferendo la prima matrice, tirata in 100 esemplari, su una nuova matrice e realizzando una seconda tiratura di 600 esemplari, 400 in numeri arabi, 100 in numeri romani e 100 siglati E.A. Stima 600-800 euro un dipinto di Nikos Kessanlis “Composizione astratta” del 1956. E’ una tecnica mista su cartone, cm. 30 x 40.  Di Enzo Benedetto (Reggio Calabria 1905 – Roma 1993) è in catalogo un “Senza titolo”, una tempera su cartoncino, cm. 41 x 61 presentata a 300-400 euro.

Nella quarta e ultima tornata spiccano una coppia di lampade da terra in metallo brunito, del X secolo e una acquasantiera in argento, probabilmente dello Stato Pontificio del XIX secolo interamente sbalzata a motivi vegetali con al centro l’icona di Sant’Antonio da Padova con volto di cherubino superiore

L’asta sarà anche trasmessa in streaming e si potrà partecipare attraverso le piattaforme di online bidding “Astebabuino” – “Invaluable” e “The Sale Room”.

Ricordiamo che fino al 19 gennaio è in corso anche l’asta a tempo di “Libri antichi, libri d’arte e stampe. Edizioni dal XVI secolo, letteratura varia, incisioni, edizioni banche”. Tra le proposte una grande collezione di libri d’arte assolutamente irripetibile proveniente da un unico collezionista che per tutta la vita ha collezionato volumi d’arte.

N. 651 – TEMPERA DI ENZO BENEDETTO, Senza titolo, 1980. Litografia, ex. 67/100. Misure, del foglio cm. 69,5 x 49   Calendario sessioni d’asta:   ASTA 214 Martedì 19 gennaio, ore 15.00 – Dipinti, arredi antichi, archeologia
Mercoledì 20 gennaio, ore 15.00 – Dipinti e arredi del XIX secolo
Giovedì 21 gennaio, ore 15.00 – Arte moderna e contemporanea
Venerdì 22 gennaio, ore 15.00 – Argenti, gioielli e oggettistica Esposizione da venerdì 15 a lunedì 18 gennaio 2021
Orario continuato: 10.00/20.00 ASTA T5 A TEMPO 

8 – 19 GENNAIO 2021
LIBRI ANTICHI, LIBRI D’ARTE E STAMPE
Edizioni dal XVI secolo, letteratura varia, incisioni, edizioni banche
CASA D’ASTE BABUINO
Via dei Greci 2/a, 00187 Roma, Italia
Tel. +39 06.32283800
Fax +39 06.32283215 www.astebabuino.it  
Copyright © ArtsLife 2021

Sofía Fernández Stenström Inner Nature

18 febbraio – 10 aprile 2021

Victor Lope Arte Contemporaneo

Carrer Aribau 75, 08036 Barcellona

La fotografa Sofía Fernández Stenström presenta dal 18 febbraio al 10 aprile 2021 la sua prima mostra alla galleria Victor Lope Arte Contemporaneo di Barcellona, città scelta dall’artista da alcuni anni per vivere e lavorare.

Nata a Stoccolma nel 1974, Sofía Fernández Stenström ha trascorso la sua infanzia tra Svezia e Spagna, dualità che ha fatto nascere il suo interesse per la fotografia come esigenza di comunicare contrasti e ricerca di identità. Dopo aver studiato arte a Londra ed essere diventata mamma ha iniziato a sviluppare un suo proprio stile fotografico esplorando il proprio corpo e catturandone la risposta emotiva. Il contrasto tra il freddo esterno e il caldo interno rappresentato dai due Paesi a cui è legata è evidente nelle sue opere e, parafrasando il regista svedese Ingmar Bergman, le sue foto vanno “dritte alle nostre emozioni, nel profondo della stanza buia dell’anima”.

Femminilità, nudo e natura sono elementi ricorrenti nel suo lavoro, con l’intento di esprimere una carica emotiva di intimità attraverso il personaggio ritratto che si fonde in ambienti onirici, Più che scenari, la natura e la casa si presentano come primitive , habitat della vita, come qualcosa di più di un semplice spazio in cui le relazioni personali si manifestano nel loro ambiente più organico. Dall’esplorazione di temi come la malinconia, la disperazione e la fragilità dei rapporti umani, l’artista attraverso il suo obiettivo cerca di invitare lo spettatore a riconoscersi emotivamente nei volti e nei corpi dei personaggi ritratti.

La fotografia deve essere sentita, non letta o spiegata” è l’idea su cui Sofía basa il suo lavoro: un atto intimo tra lei e la modella, dove entrambe sono aperte l’una all’altra e le loro emozioni si riflettono. Nel processo per poter entrare, le maschere vengono rimosse e gli strati di pelle vengono delicatamente sfogliati. Di conseguenza, le immagini hanno una forte femminilità e nascondono la connessione astratta tra l’una e l’altra. Un’unione sottile che si spezza al tocco.

Sofia ha realizzato diverse mostre nel corso della sua carriera in Spagna, Svezia e Italia. Il suo lavoro è stato pubblicato su riviste, tra le altre, come Vogue Italia, La Mono Magazine, MiND # 9, Jute Fashion Magazine.

LA GALLERIA

Victor Lope Arte Contemporáneo è una galleria d’arte fondata a Barcellona nel 2009. La sua è lanciare e consolidare la carriera di artisti noti ed emergenti che hanno un approccio unico all’arte contemporanea, al fine di valorizzarli a livello globale nel mercato dell’arte europeo e internazionale. Situata nella zona delle gallerie di Barcellona, Victor Lope Arte Contemporáneo dispone di due sale espositive per un totale di 130 metri quadrati. La Galleria organizza una decina di mostre all’anno, alcune curate da esperti, e partecipa anche a varie fiere internazionali e al Barcelona Gallery Weekend. La galleria Víctor Lope è anche membro del consiglio dell’associazione delle gallerie Art Barcelona e del Consortium of Contemporary Art Galleries.

www.sofiaf.com

www.victorlope.com

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foto: Elena, Bassano del Grappa, 2012 by SOFIA FERNANDEZ STENSTROM

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foto: Chiara, Bassano del Grappa, 2013 by SOFIA FERNANDEZ STENSTROM

Testo alternativo
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foto: Anita, Bassano del Grappa, 2017 by SOFIA FERNANDEZ STENSTROM

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foto: Alexia, Bassano del Grappa, 2014 by SOFIA FERNANDEZ STENSTROM

DAL TEATRO FILARMONICO DI VERONA CONCERTO DI CAPODANNO 2020: CIN CIN…CON L’OPERETTA

2019, Coro e Orchestra al Concerto di Capodanno al Teatro Filarmonico – ©Foto Ennevi

In un anno come il 2020 che ci ha messo alla prova tutti, ma che ci ha anche insegnato moltissimo, Fondazione Arena ha dimostrato il proprio impegno nella ricerca di nuovi canali di diffusione della musica, grazie anche alla collaborazione con Anfols Teatri e l’Ansa per l’iniziativa #apertinonostantetutto. Il 2020 si conclude quindi con l’immancabile appuntamento del 31 dicembre: l’Orchestra e il Coro preparato da Vito Lombardi, diretti da Steven Mercurio, daranno vita ad un festoso e felice programma sulle più celebri arie d’operetta con protagonisti il soprano Enkeleda Kamani, il tenore Enea Scala e i due baritoni Luca Salsi e Simone Piazzola.

Il concerto di Capodanno, tradizionale appuntamento quanto mai sentito e fortemente atteso dal pubblico, sarà trasmesso il 31 dicembre alle 21.15 su TeleArena, sulla webTV e sul canale YouTube di Fondazione Arena, mentre il 1° gennaio alle 10.00 verrà replicato su TeleArena e sarà disponibile anche su Facebook.

Un pensiero e un augurio giunge dal Sovrintendente e Direttore Artistico Cecilia Gasdia: «Anche quest’anno, un anno che è stato, è e sarà fondamentale per il nostro futuro come esseri umani e artisti, siamo con voi per vivere insieme la tradizione di questo Concerto così amato che vuole essere un grande momento di inizio. Vogliamo rivolgere a voi tutti i nostri più affettuosi auguri di ogni bene. La musica ci unisce nell’attesa di poterci nuovamente ritrovare a Teatro. Grazie caro pubblico, grande e vero coprotagonista di ogni spettacolo!».

Il concerto propone brani universalmente noti, pagine apprezzate e tradizionali del repertorio natalizio, con alcune perle di più rara esecuzione. Dopo un’unica presenza al Filarmonico nel 2001 e un gala areniano nel 2005, fa il suo ritorno a Verona il Maestro americano Steven Mercurio, che aveva guidato l’orchestra areniana in trasferta a Monaco nel maggio 2019 nel prestigioso concerto “Amore & Amicizia”. Tornano ad esibirsi al Filarmonico i baritoni Luca Salsi e Simone Piazzola, veri beniamini areniani, a fianco del soprano Enkeleda Kamani e del tenore Enea Scala, protagonisti al Filarmonico per il titolo inaugurale della Stagione Lirica 2020.

La serata si apre con l’aria Nemico della patria dall’Andrea Chénier di Umberto Giordano, cavallo di battaglia di Luca Salsi, cui segue l’intenso Intermezzo della Manon Lescaut pucciniana. Simone Piazzola darà quindi voce a Renato ne Eri tu che macchiavi quell’anima da Un Ballo in maschera di Verdi. Segue Die Fledermaus (Il pipistrello), operetta diJohann Strauss figlio, eseguita per la prima volta a Vienna il 5 aprile 1874, del quale verranno proposte l’ouverture, ricca di verve ritmica – un gioco caleidoscopico condotto attraverso le invenzioni melodice tipiche dell’operetta – insieme all’aria Marchese mio, eseguita da Enkeleda Kamani. Sempre diJohann Strauss è proposto il Valzer dell’Imperatore (Kaiser-Walzer), espressione della maturità artistica del compositore, una sorta di poema sinfonico dedicato all’imperatore Francesco Giuseppe.

Dein ist mein ganzes Herz (conosciuta in italiano con il titolo Tu che m’hai preso il cuor) è una romanza tratta dall’operetta Das Land des Lächelns (Il paese del sorriso) musicata dal compositore austriaco di origine ungherese Franz Lehár su libretto di Ludwig Herzer e Fritz Löhner-Beda, ed eseguita per la prima volta al Metropol-Theater di Berlino il 10 ottobre 1929, qui interpretata dal tenore Enea Scala.Lehár è famoso proprio per la ricca produzione di operette; la più nota, senz’altro, è Die lustige Witwe (La vedova allegra), rappresentata l’ultima volta al Filarmonico tre anni fa proprio in occasione delle festività natalizie. L’operetta, tra sfarzi, can-can, gag divertenti e intrighi amorosi nell’ambientazione scintillante della Belle époque parigina, è certamente un invito alla leggerezza e alla spensieratezza. Il primo brano proposto è l’Aria di Vilja del secondo atto, con la giovane Enkeleda Kamani che darà voce ad Hanna Glawari, impegnata poi insieme al Coro nel Can-can delle grisettes, per concludere con l’appassionato duetto d’amore Tace il labbro tra Hanna (Enkeleda Kamani) e Danilo (Enea Scala).

Del compositore toscano Giuseppe Pietri è proposta la celebre aria Io conosco un giardino, tratta della sua più nota operetta Maristella (1934); Enea Scala darà voce a Giovanni, innamorato di Maristella, che verrà salvato proprio grazie al sacrificio della giovane che per risparmiargli la vita prenderà i voti. Dopo Unter Donner und Blitz, sempre di Johann Strauss figlio, verrà proposta la famosissima romanza di Leandro No puede ser da La tabernera del puerto dello spagnolo Pablo Sorozábal, uno dei più celebri compositori di zarzuela, qui interpretata dal tenore Enea Scala.

In chiusura risuoneranno le note del valzer Sul bel Danubio blu (An der schönen Blauen Donau), forse il più celebre dei valzer di Strauss e uno dei più conosciuti di sempre. Composto per i festeggiamenti del Carnevale del 1867, è un augurio ad accogliere il nuovo anno con gioia anche di fronte alle avversità, messaggio quanto mai attuale in questo delicato momento storico.

 Con questo concerto si conclude la Stagione Artistica 2020 e Fondazione Arena ringrazia ancora tutti coloro che l’hanno sostenuta: lo sponsor ufficiale Banco BPM, gli abbonati che con pazienza si sono adattati ai cambiamenti imposti dalle continue normative, ma anche gli Artisti e tutti i lavoratori che con tenacia e collaborazione hanno dimostrato concretamente la passione e l’amore che li anima – e li lega – al Teatro. Appuntamento all’8 gennaio 2021 per la Stagione Artistica 2021 al Teatro Filarmonico, con un cartellone davvero imperdibile di opere e concerti…nel cuore della musica. Per maggiori informazioni www.arena.it

Informazioni

Ufficio Stampa Fondazione Arena di Verona – Via Roma 7/D, 37121 Verona

tel. (+39) 045 805.1861-1905-1891

[email protected]www.arena.it

Biglietteria Arena di Verona

Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Tel. 045 596517 – Fax 045 8013287 – Call center 045 8005151 – Punti di prevendita Geticket

Orari

da lunedì a venerdì                10:30-16:00

sabato                                     09:15-12:45

[email protected]www.arena.it

31 dicembre ore 21.15 · WEBTV E YOUTUBE | TELEARENA

1 gennaio 2021 ore 10.00 · TELEARENA | FACEBOOK

Concerto di Capodanno: cin cin…con l’operetta

Steven Mercurio, Direttore

Enkeleda Kamani, Soprano | Enea Scala, Tenore

Luca Salsi Baritono|Simone Piazzola Baritono

Umberto Giordano                                                                 

Andrea Chénier · Nemico della patria

Giacomo Puccini                           

Manon Lescaut · Intermezzo

Giuseppe Verdi                                                                       

Un Ballo in maschera · Eri tu

Johann Strauss Jr. 

Il Pipistrello (Die Fledermaus) · Ouverture

Franz Lehár          

Il Paese del sorriso (Das Land des Lächelns) · Tu che m’hai preso il cuor

Johann Strauss Jr

Il Pipistrello (Die Fledermaus) · Marchese mio

Valzer dell’Imperatore (Kaiser-Walzer) op. 437

Franz Lehár             

La Vedova allegra (Die lustige Witwe) · Aria di Vilja

Giuseppe Pietri     

Maristella · Io conosco un giardino

Franz Lehár          

La Vedova allegra (Die lustige Witwe) · Canzone delle Grisette

Johann Strauss Jr. 

Tuoni e fulmini (Unter Donner und Blitzen) op. 324

Franz Lehár             

La Vedova allegra (Die lustige Witwe) · Tace il labbro

Pablo Sorozabal    

La Tabernera del puerto · No puede ser

Johann Strauss Jr. 

Sul Bel Danubio blu (An der schönen Blauen Donau) op. 314

ORCHESTRA E CORO DELLA FONDAZIONE ARENA DI VERONA

Maestro del Coro Vito Lombardi

 

Ufficio Stampa        

Fondazione Arena di Verona 

Via Roma 7/D, 37121 Verona – Italy

(ingresso da Via Manin 5 – 37122 Verona)

Tel:     +39 045 8051861-1905-1939-1891

[email protected]

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New dates for miart and Milano Art Week 2021

The upcoming edition of miart, organised by Fiera Milano and the first under the artistic direction of Nicola Ricciardi, initially scheduled for April, has been moved September 2021. The fair will follow Salone del Mobile (September 5 – 10) and anticipates Milan Fashion Week (September 21 – 27). September 17 – 19, 2021 (preview on Sept 16)
fieramilanocity, Milan
 
Galleries announced for the 2021 physical edition of Art Dubai For its 14th edition, the fair will present three diverse gallery sections: Contemporary, Modern & Bawwaba. The upcoming edition will also feature new artist-led initiatives activating the city of Dubai, and exclusive events across outdoor settings, adapted with all the appropriate health and safety measures in place. March 17 – 20, 2021
Madinat Jumeirah, Dubai
 
Olafur Eliasson to create a new exhibition project at Fondation Beyeler in 2021 Fondation Beyeler has announced that Olafur Eliasson will create an exhibition project at the foundation, on view from April 2021. The artist is set to transform the museum into an immersive and cross-border exploration around ideas of nature and culture. April 18 – July 11, 2021 
Fondation Beyeler, Riehen/Basel
 
Lawrence Abu Hamdan: Green Coconuts and Other Inadmissible Evidence The works in the exhibition at Secession, Vienna – a collaboration with Alserkal Arts Foundation – propose an alternative perspective on the concepts of witnessing, evidence, and the production of truth, which also requires a different kind of attention. Dec 8, 2020 – Feb 7, 2021
Secession, Vienna
 
Cheyney Thompson: To This Arcs, Those Colors Measure That Touch, This Time For his exhibition at Ordet in Milan, Cheyney Thompson presents the new series of “Displacement” paintings. By imposing rigorous constraints on his painting practice, Thompson underlines the governing structures within which all contemporary art must unfold. Dec 16, 2020 — Feb 13, 2021
Ordet, Milan
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Nasce il portale digitale di Marcello Geppetti La fotografia d’autore a portata di click

Nasce il portale digitale di Marcello Geppetti La fotografia d’autore a portata di click

www.marcellogeppetti.com

Sua è la fotografia del “bacio dello scandalo” tra Liz Taylor e Richard Burton, scattata in una caletta di Ischia, come suo è lo scatto in via Caetani del corpo a terra, senza vita, di un uomo della scorta di Aldo Moro. Queste due immagini, lontanissime tra di loro, hanno un minimo comune denominatore: la capacità di Marcello Geppetti di immortalare momenti che cambieranno per sempre il nostro modo di vedere e raccontare la storia.

Il mondo di Marcello Geppetti, con tutte le storie e le attività che negli anni sono state realizzate per raccontare il suo lavoro e le sue fotografie, trasloca sul digitale, dove oltre alla consultazione e alla ricerca c’è una parte interamente dedicata all’e-commerce. Si potranno acquistare fotografie da collezionismo certificate e a tiratura limitata, gadgets d’autore e ripercorrere attraverso il suo archivio la storia del nostro Paese.
Sul sito www.marcellogeppetti.com è presente una selezione di fotografie dedicate all’e-commerce, che rappresenta solo una piccola parte del milione di scatti che compone il suo corpus. È possibile però richiedere ricerche specifiche per tema, anno o personaggio.

Il Sito
Il portale è suddiviso in sezioni, da “Invito al collezionismo” dove si possono trovare stampe a tiratura limitata ai “Gadgets da collezione”, con t-shirt e shopper con illustrazioni ispirate all’archivio di Geppetti. Una sezione invece è dedicata a “Le nostre icone” una selezione di immagini iconiche, fra cui quelle dei divi della Dolce Vita. A completare l’offerta “Cataloghi e Libri”, con pubblicazioni che raccolgono tutte le più belle immagini in bianco e nero di Marcello Geppetti, accompagnate dai racconti degli episodi e dei personaggi immortalati.

Marcello Geppetti
Marcello Geppetti è considerato uno dei più grandi fotografi italiani del Novecento. Nasce nel ‘33 e muove i primi passi nel settore negli anni ’50, quando entra nella redazione della rivista “Serena” come factotum. Di lì a poco l’incontro con la macchina fotografica, che lo porterà a lavorare prima per l’agenzia Giuliani e Rocca e poi per la Meldolesi-Canestrelli-Bozzer. Ben presto comincia a farsi apprezzare per l’alta qualità dei suoi scatti e dopo qualche tempo decide di passare all’attività da freelance.

La Dolce Vita
La stagione della “Dolce Vita” è alle porte: Geppetti capisce subito le potenzialità del fenomeno e si trasforma in uno dei “paparazzi” più celebri. Davanti alla sua macchina fotografica passano tutti i più grandi personaggi dell’epoca: Federico Fellini, Sophia Loren, Marcello Mastroianni, Totò, Audrey Hepburn, Brigitte Bardot, Claudia Cardinale… In quegli anni scatta due immagini che faranno il giro del mondo: la prima ritrae il bacio tra Liz Taylor e Richard Burton a Ischia, che segna l’inizio della relazione più chiacchierata della storia del cinema; la seconda vede protagonista Anita Ekberg, nell’atto di scagliare dal suo arco le frecce contro i paparazzi. Consapevole dell’importanza della sua professione, nel 1966 diventa uno dei fondatori dell’AIRF (Associazione Italiana Reporters Fotografi), di cui sarà tra le colonne portanti fino alla morte.

Gli anni di piombo
Terminata la stagione della Dolce Vita, prosegue con l’attività fotografica virando verso il fotoreportage. Sono gli “anni di piombo”, di cui Geppetti scatterà delle testimonianze struggenti ed emblematiche. Negli anni a venire la sua strada s’incrocerà ancora una volta con quella del mondo dello spettacolo. Questa volta, però, il cinema lascia il testimone alla televisione e alla musica.
Il suo percorso lavorativo e artistico è stata una continua ricerca di un punto di vista personale sugli eventi.

Il fotografo più sottovalutato della storia
Muore a Roma nel 1998. Il suo archivio conta circa un milione di negativi. Le sue fotografie hanno fatto il giro del mondo e sono state ospitate in varie gallerie e musei di Roma, Milano, Venezia, Londra, Lisbona, Sao Paulo, San Pietroburgo, San Francisco, St. Tropez, Bologna, Modena, Metz, Madrid, Toronto, Francoforte, Haifa. Nel 2010 il Museo del Cinema di Torino ha scelto 120 tra le sue immagini più importanti per celebrare i 50 anni dal film “La Dolce Vita”. I suoi scatti sono comparsi sulle pagine di “Time Magazine”, “Life”, “Vogue”. Il New York Times e il Newsweek lo hanno paragonato a Henri Cartier-Bresson e Weegee. David Schonauer, editor di American Photo, lo ha definito “il fotografo più sottovalutato della storia”.

MARCELLO GEPPETTI MEDIA COMPANY
La Marcello Geppetti Media Company, nata con l’intento di valorizzare l’opera di Marcello Geppetti, si fa promotrice di questa operazione.
Affianco alla sistematizzazione e digitalizzazione del suo archivio, la società si propone di sostenere iniziative di recupero e valorizzazione di altri archivi fotografici e di fotoreporter contemporanei.

Marcello Geppetti Media Company srl
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Alberto BIASI Gocce | Drops, intervista 2020

Alberto BIASI
Gocce | Drops, intervista 2020

Alberto BIASI Gocce | Drops, intervista 2020

Un’intervista realizzata nell’estate del 2020 in occasione della visita all’archivio Alberto Biasi a Padova. In un dialogo con Teresa Oschmann, l’artista, pioniere dell’arte ottico-cinetica in Italia, spiega la ricerca e l’idea dietro al ciclo delle opere intitolato “Gocce|Drops” 1964 – 2020

An interview conducted in the summer of 2020 on the occasion of a visit to the Alberto Biasi archive in Padua. In a dialogue with Teresa Oschmann, the artist, a pioneer of optic-kinetic art in Italy, explains the research and the idea behind the cycle of works entitled “Gocce|Drops” 1964 – 2020

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“Untitled, 2020. Tre sguardi sull’arte di oggi”

L’A.T.S. “Giudecca Attiva” vince il bando per
la cessione di arredi dalla mostra di Punta della Dogana
“Untitled, 2020. Tre sguardi sull’arte di oggi”
I sei pezzi di arredo disegnati dall’architetto Jeff Guga e parte dell’allestimento della sala “Lo studio” che rievocava l’atelier dell’artista Thomas Houseago, curatore della mostra insieme a Caroline Bourgeois e Muna El Fituri, sono stati assegnati. Gli oggetti verranno destinati all’utilizzo collettivo presso il Centro Civico della Giudecca.
 
Palazzo Grassi – Punta della Dogana ha assegnato martedì 15 dicembre 2020 i sei pezzi di arredo disegnati dall’architetto Jeff Guga per la mostra “Untitled, 2020. Tre sguardi sull’arte di oggi”, presentata a Punta della Dogana dall’11 luglio al 4 novembre, e oggetto di un bando dedicato alla loro cessione indetto dall’Istituzione con scadenza al 27 novembre 2020. Il progetto vincitore, risultato più in linea con i criteri di attribuzione, è stato presentato dall’A.T.S. “Giudecca Attiva” a cui sono stati ceduti gli arredi al prezzo simbolico di 1€.
 
Lo scorso novembre, in concomitanza con l’imminente chiusura della grande collettiva curata da Caroline Bourgeois, Muna El Fituri e Thomas Houseago, Palazzo Grassi – Punta della Dogana ha scelto di promuovere un bando che garantisse una nuova destinazione d’uso collettivo a una serie di oggetti parte dell’allestimento, data la loro imponenza e l’impossibilità di un concreto riutilizzo da parte dell’istituzione. Si tratta di due tavolini da caffè, una scrivania per computer, quattro librerie di diverse proporzioni e un tavolo progettati per l’installazione site specific della sala espositiva “Lo studio” che, collocata nel cuore del percorso espositivo, rievocava l’atelier dello scultore Thomas Houseago a Los Angeles, rappresentando il luogo della creazione per antonomasia.
 
Il bando si rivolgeva a qualunque soggetto pubblico o privato formalmente costituitosi e operante nel territorio del Comune di Venezia – Mestre. Hanno inviato la propria candidatura diciotto tra istituzioni, associazioni e soggetti privati attivi tra Venezia, le isole, Marghera e Mestre. L’Associazione Temporanea di Scopo titolata “Giudecca Attiva” è la vincitrice della selezione e si compone di otto associazioni e gruppi informali: Circolo Fotografico La Gondola, Associazione Baba Jaga, Associazione Musicale Lambarena, Associazione Aretusa, Circolo Arci Giovani Luigi Nono, Associazione Poveglia – Poveglia per tutti, Associazione Lisabilità, Associazione La Lanterna di Ohana. A questo gruppo si sono unite altre sette realtà in qualità di collaboratrici o partner.
 
“Giudecca Attiva” il 17 novembre 2020 è stata selezionata tramite bando indetto dal Comune di Venezia quale aggiudicataria per il couso del Centro Civico dell’Isola della Giudecca eha avviato in tal senso un programma di rigenerazione del Centro stesso e dell’area limitrofa. La comunità locale, confrontandosi con l’A.T.S., ha espresso il desiderio di poter trovare all’interno dell’edificio un luogo di aggregazione aperto alla cittadinanza che faciliti anche l’integrazione di soggetti più sensibili, come anziani, disabili, stranieri o ex-carcerati. Gli arredi progettati dallo studio di Jeff Guga andranno quindi a occupare questi spazi trovando effettivamente una nuova vita al servizio della collettività.

ARMANI/SILOS FILM SERIES HEIMAT. A SENSE OF BELONGING Una rassegna di 6 titoli in lingua originale

ARMANI/SILOS FILM SERIES
HEIMAT. A SENSE OF BELONGING

Una rassegna di 6 titoli in lingua originale 
a cura della Fondazione Peter Lindbergh
in streaming gratuito dal 22 dicembre 2020
 
Milano, 17 dicembre 2020 – Martedì 22 dicembre 2020 avrà inizio la nuova rassegna di Armani/Silos Heimat. A Sense of Belonging, una selezione di sei film in lingua originale a cura della Fondazione Peter Lindbergh. La visione dei film sarà gratuita sulla piattaforma streaming di Cineteca Milano (www.cinetecamilano.it).

La rassegna espande il percorso narrativo dell’omonima mostra dedicata a Peter Lindbergh attualmente allestita presso Armani/Silos, attraverso produzioni filmiche dello stesso Lindbergh, cinema d’ispirazione e autori che nel tempo hanno intessuto legami di collaborazione e di amicizia con il fotografo. Fil rouge è la centralità della figura femminile, presentata attraverso uno sguardo incontaminato e autentico, scevro da idealizzazioni di maniera. Sono gli stessi caratteri che si trovano nell’opera di Lindbergh, la cui visione a sua volta è stata influenzata dal cinema tedesco e dall’ambiente industriale dov’è cresciuto. “Ho cominciato a scoprire il cinema d’avanguardia e l’arte mentre ero uno studente all’Accademia di Belle Arti di Berlino nel 1962: film come Metropolis di Fritz Lang e L’ Angelo Azzurro di Josef von Sternberg con Marlene Dietrich, la Berlino degli Anni 20 e 30 e poi il cinema neorealista italiano, con Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini, 8 ½ di Federico Fellini e Ossessione di Luchino Visconti. Il mondo si rivelava proprio davanti a me, un ragazzo di diciannove anni che voleva conoscere tutto”, ebbe a dichiarare il fotografo.

La rassegna parte con Paris, Texas e Il cielo sopra Berlino, due film dell’amico Wim Wenders che di Peter Lindbergh ammirava non solo la capacità di ritrarre le donne ma anche il “bambino che ha sempre brillato attraverso i suoi occhi”. Un’affascinante sperimentazione tecnica si ritrova nel “foto-romanzo” di Chris Marker La Jetée, nel quale il susseguirsi di fotografie crea l’illusione del movimento, come alle origini del cinema. Segue in programma Ossessione, il capolavoro di Luchino Visconti che aprì le porte al neorealismo. La rassegna si conclude con due donne: Jeanne Moreau e Pina Bausch, in due produzioni dirette da Peter Lindbergh. Jeanne Moreau è protagonista di Everywhere at Once di Peter Lindbergh e Holly Fisher: una meditazione sull’infanzia, la giovinezza e l’età matura attraverso fotografie, sequenze animate, clip dal film Mademoiselle (1966) di Tony Richardson accompagnate dalla voce dell’attrice, mentre Pina Bausch, Der Fensterputzer ruota intorno al celebre spettacolo di danza contemporanea creato dalla coreografa.

Il calendario delle proiezioni: • Paris, Texas I martedì 22 dicembre dalle ore 10 per 24 ore
Il cielo sopra Berlino I martedì 29 dicembre dalle ore 10 per 24 ore
La Jetée I martedì 5 gennaio dalle ore 10 per 24 ore
Ossessione I martedì 12 gennaio dalle ore 10 per 24 ore
Everywhere At Once I martedì 19 gennaio dalle ore 10 per 24 ore
Pina Bausch, Der Fensterputzer I martedì 26 gennaio dalle ore 10 per 24 ore Tutti i contenuti potranno essere visti gratuitamente su www.cinetecamilano.it previa registrazione al sito.
 
La Jetée
Paris, Texas
LE SCHEDE DEI FILM Da martedì 22 dicembre ore 10 per 24 ore
PARIS, TEXAS
REGISTA: Wim Wenders PAESE: USA/RFT/Fr. DURATA: 145’ ANNO: 1984. 
CAST & CREDITS: Cast: Harry Dean Stanton, Dean Stockwell, Nastassia Kinski, Aurore Clément; Sceneggiatura: Sam Shepard; Fotografia: Robby Muller; Montaggio: Peter Przygodda; Musica: Ry Cooder;  Produzione: Road Movies Filmproduktion.
La storia di un uomo che ha perduto la strada, se stesso, la propria moglie e il figlio. Non vede il bambino da molto tempo, ma lo ritrova a casa del fratello e con lui inizia un viaggio alla ricerca della madre nel tentativo di ricostruire la famiglia.
Versione originale sottotitolata in italiano

Da martedì 29 dicembre ore 10 per 24 ore
IL CIELO SOPRA BERLINO
REGISTA: Wim Wenders PAESE: RFT/Fr. DURATA: 128’ ANNO: 1987. 
CAST & CREDITS: Cast: Bruno Ganz, Otto Sander, Peter Falk, Solveig Donmartin, Nick Cave; Sceneggiatura: Wim Wenders, Peter Handke; Fotografia: Henry Alekan; Montaggio: Peter Przygodda; Musica: Jurgen Knieper; Produzione: Road Movies Filmproduktion.
Berlino, fredda, misteriosa, affascinante, sotto gli occhi di due angeli che, non visti, si aggirano per le strade della città osservando le commoventi debolezze degli esseri umani. Uno di loro si innamora di una trapezista e, sull’esempio di un ex angelo diventato uomo, decide di fare la stessa scelta.
Versione originale sottotitolata in italiano

Da martedì 5 gennaio ore 10 per 24 ore
LA JETEE
REGISTA: Chris Marker PAESE: Francia DURATA: 28’ ANNO: 1962. 
CAST & CREDITS: Cast: Hélène Chatelasin, Davos Hanich, Jacques Ledoux; Sceneggiatura: Chris Marker; Fotografia: Chris Marker, Jean Chiabaut; Montaggio: Jean Ravel; Musica: Trevor Duncan; Produzione: Argos Film
Sulla terrazza dell’aeroporto di Orly un bambino assiste all’uccisione di un uomo e rimane colpito da una donna lì presente. Trent’anni dopo, in un mondo distrutto da una catastrofe nucleare, l’umanità vive sottoterra per ripararsi dalle radiazioni. Il bambino, ora adulto, partecipa come cavia a esperimenti di viaggio nel tempo. Riesce così a farsi riportare al tempo e sul luogo dell’incidente, in modo da poter rincontrare la donna.
Versione originale sottotitolata in italiano.

Da martedì 12 gennaio ore 10 per 24 ore
OSSESSIONE
REGISTA: Luchino Visconti PAESE: Italia DURATA: 126’ ANNO: 1943. 
<CAST & CREDITS: Cast: Clara Calamai, Massimo Girotti, Juan De Landa; Sceneggiatura: L. Visconti, Giuseppe De Santis, Mario Alicata, dal romanzo Il postino suona sempre due volte di James Cain; Fotografia: Aldo Tonti, Domenico Scala; Montaggio: Mario Serandrei; Musica: Giuseppe Rosati.
Il vortice di passione che travolge il vagabondo Gino e la bella Giovanna, sposata con il gestore di una stazione di servizio. I due si libereranno del marito di lei, ma il destino è in agguato.
 
Da martedì 19 gennaio ore 10 per 24 ore
EVERYWHERE AT ONCE
REGISTA: Holly Fisher, Peter Lindbergh PAESE: Francia DURATA: 71’ ANNO: 2008. 
CAST & CREDITS: Cast: Jeanne Moreau; Sceneggiatura: Kimiko Hahn; Montaggio: Holly Fisher; Musica: Lois V Vierk; Produzione: Studio Peter Lindbergh
Un film d’avanguardia a metà fra finzione e documentario in cui il celebre fotografo Peter Lindbergh e la regista sperimentale Holly Fisher tessono insieme un arazzo di immagini, intrecciando scatti di Lindbergh con clip del film di Tony Richardson Mademoiselle (1966), con Jeanne Moreau. 

Da martedì 26 gennaio ore 10 per 24 ore
PINA BAUSCH, DER FENSTERPUTZER
REGISTA: Peter Lindbergh PAESE: UK DURATA: 29’ ANNO: 2001. 
CAST & CREDITS: Cast: Rainer Behr, Regina Advento, Stephan BrinkMann, Andrey Berezin; Coreografia. Pina Bausch; Costumi: Marion Cito; Fotografia: Michael Goock; Montaggio: Antoine Mills; Produzione: Channel Four Television.
Riprese del celebre spettacolo di danza contemporanea Der Fensterputzer creato nel 1998 da Pina Bausch con il Tanztheater Wuppertal.
 
Pina Bausch
Il cielo sopra Berlino
Ossessione

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Flashback 2020, Edizione Diffusa presenta L’Arte è tutta contemporanea, Episodio #4

Flashback 2020, Edizione Diffusa presenta L’Arte è tutta contemporanea, Episodio #4

L’ARTE È TUTTA CONTEMPORANEA EPISODIO #4
“È possibile creare una scultura per addizione o per sottrazione”.

Scolpire lavora per sottrazione, è così che sottraendo dal marmo viene realizzata la testa femminile di ninfa datata tra il I e il II secolo DC che colpisce per la sua bellezza ideale, composta ed equilibrata.

Mentre dalla pietra calcarea, nel XII secolo, viene alla luce il Capitello bipartito a foglie d’acanto e racemi vegetali con loggetta che mostra come la funzione architettonica e la bellezza della forma coesistano.

Anche lo scolpire il legno di noce, nell’opera Cristo Giudice e angeli del giudizio finale del XIV secolo, lavora per sottrazione, ma aggiunge colore tramite il gesto pittorico. L’opera afferma con forza le caratteristiche taglienti della scultura nordica medievale.

L’arte fusoria, così definita nel primo secolo dopo Cristo da Plinio il Vecchio, è invece quella utilizzata da Medardo Rosso, che, con l’incredibile Ecce Puer del 1906 ca., mostra, attraverso la cera, tutto il fascino di un approccio non monumentale alla scultura.

Lo stesso fascino che risiede nella sensualità del Torso romano in bronzo, materiale che, con la sua resistenza alla trazione, gli effetti riflettenti e la capacità di trattenere dettagli, è stato spesso impiegato per creare composizioni dinamiche.

Così come crea a partire dalla fusione e dalla saldatura, Franco Garelli, classe 1909; emblematica l’opera in bronzo L’ospite  (S.P.1) del 1961 che mostra l’incedere della scultura italiana verso l’informale.

Infine la terracotta con l’opera di Ambrogio Casati Portatrice Somala del 1936 che descrive un rituale atemporale, dalle idrofore romane fino ad oggi, e che colpisce sia per il valore documentario che per quello artistico.

Nell’immagine, in alto a sinistra: Produzione romana imperiale, Testa femminile di ninfa, I – II sec D.C. marmo, altezza cm 26, courtesy of Flavio Gianassi – FG Fine Art (Londra). Segue: Ambrogio Casati, Portatrice somala, 1936, Terracotta, cm 165 x 50, courtesy of Galleria Arte Cesaro (Bologna). Segue: Medardo Rosso, Ecce Puer, 1906 circa, cera, cm 47 x 34 x 20, courtesy of Galleria Russo (Roma). Segue: Scultore provenzale, Capitello bipartito a foglie d’acanto e racemi vegetali con loggetta, XII secolo ultimo quarto, pietra calcarea, cm 25 x 24 x 24, courtesy of  Longari Arte Milano (Milano).
In basso a sinistra: Scultore della Germania Meridionale, Cristo Giudice e angeli del giudizio finale, fine XIV secolo, altorilievo in legno di noce, scolpito e dipinto, cm 44 x 53,5 x 12, courtesy of Flavio Pozzallo (Oulx). Segue: Torso Maschile romano, I – II sec. D.C., bronzo, altezza cm 37 larghezza cm 59, courtesy of Flavio Gianassi – FG Fine Art (Londra). Segue: Franco Garelli, L’ospite (S.P.1), 1961, bronzo, cm 84(h) x 95 x 37, courtesy of Galleria del Ponte (Torino).

Flashback, l’arte è tutta contemporanea
LUDENS
Edizione Diffusa
3 novembre 2020…7 marzo 2021
www.flashback.to.it
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Con il contributo di Camera di Commercio di Torino
Cultural partners: Paratissima, The Others