Forzare il paesaggio

Silvia Camporesi
Forcing the landscape

Curated by Angel Moya Garcia opening of the project: Monday 16 November, 1-7 pm

16.11.2020 > 11.01.2021

 The illusory potential of photography, which marks the research of Silvia Camporesi (Forlì, 1973), is articulated and developed through the suggestions of three Italian places which, due to their characteristics, respond to particular features of uncommon or unusual and in which belongs a specific forcing of the landscape, a radical intervention that has changed the fate of the place in itself.

 

In particular, the first room of the gallery is dedicated to the “Isle of Roses”, an artificial platform of 400 m² which stood in the Adriatic Sea 11.612 km off the coast of Rimini and 500 m outside the Italian territorial waters. Built by the Bolognese engineer Giorgio Rosa, on 1 May 1968 it proclaimed the status of an independent state and although it gave itself an official language (Esperanto), a government, a currency and a postal issue, it was never formally recognized by any country in the world as an independent nation. Occupied by the Italian police forces on June 26, 1968 and submitted to a naval block, the Isle of Roses was demolished in February 1969. The episode was slowly forgotten, considered for decades only as an attempt to “urbanize” the sea to obtain advantages of a commercial nature. Only since the first decade of 2000 it has been considered as a subject for documentary researches based on the utopic aspects of its genesis.

The second room is instead directed towards the Mirror of Viganella, a town of 200 inhabitants in the Antrona Valley (VCO Province). From 11 November to 2 February of each year, for 83 days, the town is in total absence of sun due to the opposite mountain. For this reason, in 2006 the then mayor Franco Midali and the architect Giacomo Bonzani decided to build a 40 square meter mirror nearby the town, capable of reflecting sunlight in the direction of the valley, even in the dark months. The mirror can direct the sun’s rays in real time towards predetermined places, for example the pedestrian part of the main square and illuminates the village during the winter, for 6 hours a day. The return of natural light is still celebrated today, on February 2 of each year, with a big party.

Finally, in the last room we find the town of Fabbriche di Careggine. A ghost town in the province of Lucca, in the municipality of Vagli Sotto, abandoned in 1947 and then submerged by the waters of the artificial lake of Vagli formed following the construction of a hydroelectric dam. Lake Vagli, the largest hydroelectric basin in Tuscany, has been emptied for maintenance on four occasions, the last one in 1994. Since then, the town of Fabbriche di Careggine has never seen the light.

Three environments documented through photographs, videos and archive materials that highlight the ambiguity between reality and fiction, the need to search for fragments of memories, the consequences of a certain unbridled anthropization and the curiosity that is hidden in contexts on the edges of normality. Utopian atmospheres suspended and crystallized, in which the landscape is artificially conceived from scratch, unhinged to avoid abandonment, or submerged as the only way to avoid oblivion and its disappearance from geographical maps. An alteration of the landscape that intersects with the possibilities of manipulation by photography and which leads the artist to question the infallibility of this medium to faithfully reproduce reality.

Angel Moya Garcia

 

 

INFO:

Silvia Camporesi, Forcing the landscape
curated by Angel Moya Garcia
16 November, 2020 > 11 January, 2021
opening of the project: Monday 16 November, 1-7 pm;
z2o Sara Zanin Gallery, Via della Vetrina 21, Rome
info and bookings at [email protected]

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Workshop, Sandro Bini

Nella tradizione della fotografia documentaria nata negli anni ’30 negli Stati Uniti e in Europa la rappresentazione del Territorio Urbano costituisce uno dei principali soggetti della ricerca fotografica come interpretazione delle sue trasformazioni, economiche, sociali e culturali. Lo “stile documentario” così come teorizzato ed esplicato nei lavori di Walker Evans e August Sander, ripreso e riletto negli anni ’70 dai “Nuovi topografi”  e dai “coloristi” americani e successivamente dagli anni ‘80 dalle scuole europee della fotografia di paesaggio sostenute da varie committenze pubbliche, costituisce ancora nelle ricerche contemporanee, se e in quanto sostenute da una progettualità a lungo termine, l’approccio  migliore in grado di raccontare le contraddizioni e le trasformazioni del nostro tempo e del nostro spazio.

In questo Workshop, Sandro Bini, oltre a ripercorrere la storia di un “genere”, racconterà la propria esperienza di fotografo e di docente sul campo, mostrando una selezione dei propri lavori e dei suoi studenti, cercando soprattutto il dialogo e il confronto con tutti i partecipanti. Il Workshop ha come obbiettivo quello di fornire agli Studenti la conoscenza delle procedure operative e delle metodologie interpretative e narrative della fotografia di esplorazione del territorio urbano.  Il lavoro sarà finalizzato alla realizzazione ed editing di un reportage individuale.

Sandro Bini, fotografo, curatore, docente di fotografia, fondatore e Direttore dell’Associazione Culturale Deaphoto di Firenze, si occupa prevalentemente della dell’organizzazione e conduzione delle attività didattiche ed espositive ed editoriali di Deaphoto. La sua ricerca fotografica è incentrata sopratutto sull’indagine delle relazioni fra l’uomo e il paesaggio contemporaneo e sulla dialettica critica fra percezione e fruizione dei luoghi, legata alla contestualizzazione della propria esperienza e della propria memoria. Dal 2009 è curatore del Personal Blog Binitudini / Spazio di riflessioni visive teoriche e pratiche sul gesto fotografico contemporaneo e fondatore di Clic.hè / Webmagazine di fotografia e realtà visuale. Dal 2015 è curatore del Progetto Memories no memories e di Parole di luce / la fotografia alla radio su Novaradio Città futura Firenze, delle rassegne Colazioni con i fotografi” e Un tè con i fotografi  (dal 2017) e dell’archivio d’autore per parole e immagini Archidiario. Ha partecipato a diverse mostre fotografiche personali e collettive e a numerosi Festival di Fotografia come lettore di portfolio e come conferenziere. www.sandrobini.it


Informazioni e Iscrizioni
Web: www.deaphoto.it
Mobile: 338 8572459
Mail: [email protected]

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PENSIERO DEL GIORNO: “GLI ARTISTI”

PENSIERO DEL GIORNO:

(di Roberto Zaoner Sinatra)

                                                                        GLI ARTISTI

PENSIERO DEL GIORNO GLI ARTISTI 2

Gli artisti sono strani, irascibili e permalosi.

Gli artisti sono pazzoidi e hanno un carattere difficile.

Gli artisti sono bizzarri, eccentrici e capricciosi.

Gli artisti sono falotici e balzani.

Gli artisti sono imprevedibili.

Gli artisti vanno fieri delle loro opere e ne sono gelosi. Spesso sono entusiasti di quello che creano o tendono a distruggere ciò che delle loro opere non sono appagati, né compiaciuti.

 

Alcuni di loro acquisiscono tale successo, stima e gloria che alla loro morte le loro salme vengono sistemate nel famedio, che accoglie solo le spoglie dei personaggi famosi. Altri acquisiscono successo e sono capiti e osannati se non dopo la loro morte; altri si perdono nell’oblio delle deboli memorie dell’uomo, e molti altri ancora rimangono nell’ombra di eterni sconosciuti.

Ma gli artisti hanno un cuore e una sensibilità che va oltre ogni limite.

Gli artisti sono umanamente ammirevoli, rapiscono i cuori, sono ispirati e seducono gli animi sensibili.

E’ la deità che li sprona? Non sappiamo.

C’è qualcosa in loro d’intangibile, d’indecifrabile, d’etereo che sfugge alla mente sensoriale e alle percezioni sensibili e universali della natura.

Molti di loro sono anche degni filantropi che aiutano le sorti dell’umanità ad emergere dalle condizioni precarie, dovute alla povertà in cui vivono e sfortunati perché non hanno mai conosciuto il benessere.

Roberto Zaoner

05/11/2020

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“IL DEMONE CAMUFFATO”: IL COVID-19

POESIA: IL DEMONE CAMUFFATO

 (di Roberto Zaoner)

Questa poesia è dedicata a tutti i defunti a causa del Covid-19, che sono morti in modo straziante, affamati d’aria e spingendosi fino a volere la morte, perché vittime di una tragica sorte straziante, morti soffocati, senza più poter respirare e in completa solitudine, senza potere dare l’addio ai loro cari. E anche un doveroso pensiero va ai parenti dei defunti, che hanno vissuto queste tragedie senza poterli vedere   andarsene da questa terra.

 

P.S. I tre valenti artisti che ho voluto ricordare in questa mia lirica sono: l’attore e produttore cinematografico: Sir Sean Connery, da me sempre ammirato, deceduto il 31 ottobre u.s., l’esimio artista a tutto tondo, attore cinematografico e teatrale, doppiatore, regista, cabarettista: Gigi Proietti, deceduto il 02 novembre u.s., molto amato dai nostri connazionali e dai romani in particolare, e uno dei componenti del complesso musicale dei Pooh, Stefano D’Orazio, batterista, cantante, nonché autore dei testi delle canzoni del gruppo musicale, deceduto il 06 novembre u.s.)

 

 

IL DEMONE CAMUFFATO

 

 

Lacrime scendono

da questi miei

stanchi occhi,

tristi e turbati,

e solcano come

sentieri d’aratro

questo mio affranto

volto riflesso dalla

luce silenziosa di

questo specchio

di realtà perdute

in questa penosa

notte d’argilla

che s’infrange

alla forza oscura.

 

 

Maligno e

peccaminoso

questo demone,

col suo nero e

tenebroso

mefisto, si traveste

da virus dannato

che non ci lascia che

amarezza e per i più

deboli la morte.

 

 

Ed io sommessamente

gemo, come fossero

richiami di tortore

e colombi che

stridono perché non

hanno più ali per

volare lungo fiorenti

valli e ampi

spazi prativi.

 

 

E uomini stolti

che non hanno

avuto mai il

senno. Non

discernono e non

si cautelano.

Deferenza non hanno

per quelli che son

morti.

 

 

Per un attimo non

mi anima più la speme,

e allora son per

l‘umana sorte miei

mementi. Prego per

loro: vivi e morti

in quest’angoscioso

periodo dominato

da un male oscuro

e brutale, impietoso

di uomini e donne,

vecchi e giovani.

 

 

Tre grandi uomini

hai rubato alla vita

nel volgere di poche

evanescenti aurore

e porporini crepuscoli

di un periodo d’inferno

che tante vite sta

spegnendo: tre valenti

artisti che hanno dato

tutto all’arte, nella loro

brillante vita di esseri

immortali nelle

memorie di uomini

che non dimenticano.

 

 

E tu, specchio funesto

rifletti la mia imago

incapace di consolare

la mia anima affranta.

Io mi vedo coi miei

occhi rossi e palpebre

tremanti e tu sai.

E nefasto m’immagino

ancor il domani.

 

 

Non sia così. Frena

i tuoi sanguigni impeti,

o vile demonio!

Ti vuoi appagare del

nostro sangue?

Sussurri e inganni

coi tuoi bisbigli ai

deboli morenti

che non più respiro

hanno e desiderano

la morte.

IL DEMONE CAMUFFATO 2

 

 

Mormorii

ai loro orecchi,

anche lor consunti,

vacue promesse di

spingersi al giardino

dell’Eden e cogliere

fiori che olezzano

di rinascite di

stagioni e di passioni

travolgenti per

l’amata Madre Terra.

 

 

Ma è un inganno.

Uomo e donna non

possono goderlo.

Mai più. Un privilegio

esalato col peccato.

Or tu, specchio

della mia anima,

rifletti la mia

sembianza al

demonio e

rendilo partecipe

che agli uomini più

forti, validi e fortunati

non sfuggirà mai il

ricordo della

sventura che codesto

violento e dannato

virus, ove il brutale

si cela, sarà cacciato.

 

 

La sfida che ha lanciato

a noi mortali sarà

sconfitta e questa

sciagura rimarrà

solo un brutto ricordo.

Annullati dunque, vile

essere immondo!

Deponi il forcone,

strappa le tue

rosse corna, che

ne sarai vinto,

e svelati al mondo!

 

 

Roberto Zaoner

(08/11/2020)

 

diritti riservati

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10° CONCERTO DELLA STAGIONE SINFONICA 2020 DI FONDAZIONE ARENA AL TEATRO FILARMONICO | disponibile in streaming da venerdì 6 novembre ore 20.00

Al suo debutto al Teatro Filarmonico, il maestro Alessandro D’Agostini dirige un programma dedicato agli impulsi drammatici e romantici che percorrono la bellezza neoclassica del Settecento. Accanto alle ouverture da opere di Gluck e Spontini, l’Orchestra dell’Arena propone una rara sinfonia giovanile di Bellini e soprattutto la luminosa Messa dell’Incoronazione di Mozart con il Coro preparato da Vito Lombardi e i solisti Gilda Fiume, Alessandra Andreetti, Antonino Scarbaci e Francesco Azzolini.

  Il concerto del 31 ottobre, con 4800 visualizzazioni su Youtube, 1700 sulla webtv e oltre 400 spettatori in diretta Facebook, ha premiato l’impegno di Fondazione Arena che insieme all’ANSA e alle altre Fondazioni aderenti all’ANFOLS, porta online gli spettacoli chiusi al pubblico a seguito del DPCM della scorsa settimana nell’ambito del progetto #apertinonostantetutto.

Il concerto sarà trasmesso venerdì 6 novembre alle 20.00 sulla webtv di Fondazione Arena al link http://arena.it/tv e resterà disponibile in streaming anche sulle piattaforme Facebook e Youtube.

Il programma che inaugura il novembre sinfonico di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico è nettamente diviso in due diverse parti, legate da un filo rosso storico e tonale: nella prima si alternano compositori operistici tra fine Settecento e primo Ottocento che unirono diverse e anche coraggiose forme di sperimentazione tra teatro d’effetto ed esercizi di stile sinfonici.

 Christoph Willibald Gluck (1714-1787) apre il metaforico sipario del 6 novembre. Rappresentata per la prima volta a Vienna nel 1767 e riveduta per le scene parigine nove anni dopo, Alceste è tra le opere più significative della riforma gluckiana, volta a portare maggiore concisione e verità drammatica nel teatro musicale. La sua breve Ouverture ne è già una perfetta sintesi strumentale, per l’atmosfera cupa dell’incipit Lento in re minore e per il successivo sviluppo in Andante, che ben anticipa la tensione che pervade l’opera. La versione da concerto è quella dell’originaria stesura viennese, che nel 1776 sarebbe stata in parte sacrificata per raccordarsi direttamente all’ingresso del Coro con un modernissimo colpo di teatro.

L’opera più famosa di Gaspare Spontini (1774-1851), nonostante una produzione prolifica per il teatro ed un notevole successo che lo portò a lavorare in Francia, Prussia ed Inghilterra, rimane La Vestale. Composta nel 1807 per Parigi, racconta la storia d’impossibile amore tra la protagonista Giulia, destinata a diventare appunto una vestale, e il generale romano Licinio. Anche la Sinfonia introduttiva segue la struttura che prevede un drammatico Presto assai agitato preceduto da un solenne e misterioso Andante sostenuto. Pur con sviluppo e finale molto diverso, la trama de La Vestale non può non richiamare quella dell’intensa Norma di Bellini, terzo autore in locandina.

La Sinfonia in re minore di Vincenzo Bellini (1801-1835), di incerta datazione come altre otto sinfonie poco conosciute, è ascrivibile agli anni giovanili del talentuoso compositore catanese: divisa secondo la forma bipartita in una introduzione lenta (Andante maestoso) ed uno sviluppo in tempo più mosso (Allegro con spirito), rivela tutta la raffinatezza dell’orchestrazione e la ricca invenzione melodica che contraddistingueranno le grandiose opere della maturità, compendio di dramma e belcanto. Oltre alla già citata Norma, sono molti gli esempi tra cui I Capuleti e i Montecchi, La Sonnambula e I Puritani. 

La seconda parte del concerto non è operistica, ma è dominata interamente da un capolavoro sacro di Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791), che nella sua sterminata produzione riuscì ad infondere anche nella musica liturgica, cameristica, concertistica e sinfonica il proprio naturale talento teatrale e drammatico: l’esempio lampante è la concisa e insieme gloriosa Messa dell’incoronazione KV 317. Composta nel 1779 per la festività salisburghese dell’Incoronazione di una immagine della Vergine ritenuta miracolosa sin dagli anni ’40 del Settecento, è tra gli esiti più alti del lungo apprendistato mozartiano al servizio dell’Arcivescovo Colloredo. La messa, in tonalità prevalente di do maggiore, unisce le forme semplici tipiche della Missa brevis alla solennità del contrappunto e degli interventi solistici, con un’originale ripresa ciclica del tema iniziale. Protagonista assoluto della pagina è il Coro preparato da Vito Lombardi, mentre sul podio del Filarmonico fa il suo esordio il direttore Alessandro D’Agostini, esperto interprete del repertorio operistico e sinfonico in particolare dei secoli qui rappresentati. Nelle parti soliste sono impegnati il soprano Gilda Fiume e gli Artisti del Coro Alessandra Andreetti (mezzosoprano), Antonino Scarbaci (tenore) e Francesco Azzolini (basso).

La grandiosa messa mozartiana è un ulteriore omaggio al genio di Salisburgo in occasione dei 250 anni esatti dal suo passaggio a Verona, ricorrenza già celebrata in gennaio da Fondazione Arena con il concerto d’apertura della Stagione Sinfonica.

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La Stagione Artistica del Teatro Filarmonico rappresenta, da anni, un momento molto atteso e aperto ad un vasto pubblico di appassionati, non solo veronesi. Sostenerla per Banco BPM, partner della stagione per l’undicesimo anno consecutivo, significa dare continuità alle proprie radici solidaristiche, promuovere la cultura in tutte le sue espressioni e al contempo unirsi al fermento di una città, Verona, parte integrante di Banco BPM.

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Informazioni

Ufficio Stampa Fondazione Arena di Verona – Via Roma 7/D, 37121 Verona

tel. (+39) 045 805.1861-1905-1891

[email protected]www.arena.it

Biglietteria Arena di Verona

Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Tel. 045 596517 – Fax 045 8013287

Call center 045 8005151 – Punti di prevendita Geticket

Orari

da lunedì a venerdì                10:30-16:00

sabato                                    09:15-12:45

[email protected]www.arena.it

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Triennale Upside Down: sempre aperti online

Nel rispetto del DPCM del 3 novembre 2020, Triennale Milano chiude al pubblico fino al 3 dicembre e continua la sua programmazione online, attraverso una serie di format e di contenuti, riuniti sotto il titolo Triennale Upside Down, che saranno pubblicati sul sito e sui canali social dell’istituzione.
 
Dopo l’esperienza di Triennale Decameron, Triennale si trasforma da spazio  fisico di produzione culturale a spazio digitale, un hub – sempre aperto online – attraverso il quale restituire la vocazione interdisciplinare dell’istituzione e veicolarne i contenuti, concentrandosi sulle mostre recentemente inaugurate,  sul Museo del Design Italiano e la sua collezione, sui materiali dagli Archivi, sul programma di Triennale Milano Teatro e sugli eventi e attività Education a essi correlati. Anche arrivando a ribaltare, a mettere “sottosopra”, prospettive, sguardi e punti di vista, per offrire così nuove chiavi di lettura e di interpretazione che vanno ad arricchire, completare – e temporaneamente sostituire – la proposta espositiva e di eventi di Triennale.
 
Un articolato palinsesto in continua evoluzione di video, podcast, visite guidate, attività didattiche, incontri e performance online, masterclass: la proposta digital di Triennale vuole offrire approfondimenti e occasioni di riflessione, evasione e ispirazione. Un modo per rimanere in contatto anche in questo periodo in cui Triennale è chiusa.
 
“In un momento difficile e incerto come quello che stiamo vivendo, la cultura è una risorsa fondamentale e deve cercare nuove strade per raggiungere le nostre comunità. – afferma Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano – Il compito di un’istituzione culturale è quello di continuare la propria attività, di portare avanti il lavoro con gli artisti, i progettisti, i designer, di rinnovare lo scambio e il dialogo con il pubblico. Le due grandi mostre aperte recentemente, dedicate a Enzo Mari e a Claudia Andujar, gli appuntamenti del Public Program, le visite guidate al Museo del Design Italiano, le performance del festival FOG, tutta questa straordinaria ricchezza che è Triennale Milano nei prossimi giorni continuerà ad essere accessibile sui canali e le piattaforme  digital”.
 
I contenuti di Triennale Upside Down
 
Magazine  triennnale.org/magazine
Il Magazine di Triennale, presente sul sito triennale.org, vuole creare nuove occasioni di riflessione e dibattito online sui temi chiave della contemporaneità. Uno spazio virtuale complementare e strettamente connesso alle mostre, alla collezione, al Public Program, ai festival e agli spettacoli di Triennale.
 
As seen by… – YouTube e triennale.org
Alcuni protagonisti del mondo della cultura, dell’arte e del progetto offriranno al pubblico, attraverso una serie di video e di contributi editoriali, una prospettiva personale e inedita sulle opere in mostra e su quelle della collezione di Triennale.
 
Enzo Mari è Enzo Mari – Instagram Live
Ogni martedì alle 17.30 un appuntamento in diretta sul canale Instagram  di  Triennale Milano (@triennalemilano) con curatori, artisti, designer coinvolti nella mostra, per arricchire  il racconto  sull’opera e  la poetica  di  Enzo Mari.
 
Enzo Mari Costellazione triennale.org
Una serie podcast che racconta Enzo Mari attraverso le voci delle persone che lo hanno conosciuto. Il podcast è stato affidato all’autrice e critica di design Alice Rawsthorn, in collaborazione con Hans Ulrich Obrist.
 
Digital FOG – YouTube e triennale.org
Oltre agli appuntamenti del festival già previsti online – Scenes for Survival del National Theatre of Scotland, progetto che raccoglie alcuni lavori teatrali digitali realizzati in risposta all’epidemia di Covid-19 e il cortometraggio L’Âge d’or del coreografo e artista visivo Éric Minh Cuong Castaing – Triennale Milano Teatro propone delle video commission con il coinvolgimento di alcuni degli artisti ospiti del festival: le sequenze dei lavori in programma saranno accompagnate dal racconto dei loro autori e interpreti.
 
Città vs Campagna – YouTube
Nell’ambito del progetto “Città Come Cultura”, il 14 novembre Triennale Milano organizza l’appuntamento online Città vs campagna, una riflessione sulle trasformazioni della vita nelle città e delle abitudini dei cittadini conseguenti alla pandemia. La rinascita dei borghi da una parte e la necessità di ripensare i centri storici italiani dall’altra diventano temi centrali da analizzare e affrontare per un Paese, come l’Italia, ricco di un patrimonio storico, urbano e rurale, diffuso su tutto il suo territorio e dalla grande varietà e potenzialità.
 
Focus e Masterclass – YouTube
Una serie di approfondimenti sulle mostre, sul Museo del Design Italiano e su tematiche del contemporaneo con professionisti ed esperti di vari settori e discipline.
 
Education triennale.org
Una serie di proposte online rivolte a bambini, famiglie e scuole e sviluppate a partire dai contenuti delle mostre e del Museo del Design Italiano. 

Elettra Pr

Francesca Raimondi 
Senior Account Manager
Mobile +39 392 9469018

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CULTURA. TORNA DAL 16 AL 22 NOVEMBRE “MILANO MUSIC WEEK”, QUARTA EDIZIONE SPECIALE TUTTA IN STREAMING

“Music works here” il titolo della rassegna, a dimostrazione della centralità di Milano nel dibattito sulle strategie della ripresa del settore 

Il programma completo e tutti gli eventi su www.milanomusicweek.it e sul nuovo canale ufficiale Youtube

Milano, 4 novembre 2020 – Un’edizione tutta in streaming, online dal 16 al 22 novembre sul sito www.milanomusicweek.it. La quarta edizione di “Milano Music Week” si presenta al pubblico con le modalità che i tempi le consentono, ma non per questo meno ricca di musica, incontri, approfondimenti.

 

Un fitto programma di workshop, webinar e conferenze, rivolto a coloro che lavorano nella filiera e a tutti gli amanti della musica, affronta i temi dei futuri scenari del settore: live streaming, intelligenza artificiale, gaming, tecnologie dei diritti, copyright, pirateria, gender gap, management e talent scouting, tra gli altri, per sottolineare il valore della musica in tutti i suoi aspetti e le figure professionali tradizionali ed emergenti dell’industria musicale.

L’attenzione e il sostegno al lavoro nel mondo della musica sono infatti al centro di questa edizione, quest’anno più che mai impegnata a porre le basi di una necessaria ripartenza dell’intero settore musicale. E se la terza edizione aveva come slogan “Music lives here”, quello dell’edizione 2020 è “Music works here”, per dimostrare ancora una volta la centralità di Milano, sede dell’industria musicale e creativa, nel dibattito sulle strategie della ripresa del settore.

Un’edizione “impegnata”, quindi, che vede l’opening della rassegna dedicato a “La Musica nell’era Covid”: un incontro tra le istituzioni milanesi, Innocenzo Cipolletta (Presidente Confindustria Cultura Italia), Frances Moore CEO IFPI (Federazione Industria Fonografica Internazionale) e alcuni rappresentanti dei lavoratori dello spettacolo, con l’obiettivo di esplorare gli scenari futuri del settore musicale a partire dalle sfide imposte dalla pandemia.

Il palinsesto di “Milano Music Week 2020” dà, come sempre, grande spazio anche agli artisti, che restano i protagonisti di questo mondo, e vede infatti in cartellone per la prima volta molti eventi fruibili via streaming (sul sito milanomusicweek.it o sul canale ufficiale Youtube di MMW), tra performance dal vivo, showcase, dj-set, incontri e talk con importanti musicisti italiani come Negramaro, Ghemon, Max Pezzali, Diodato, ed Edoardo Bennato in una edizione speciale di “Ascoltiamo un disco”, appuntamento mensile di Mare Culturale Urbano curato e condotto da Luca De Gennaro. A questi incontri si aggiunge lo speciale “MMW incontra New Gen” a cura di Filippo Grondona, tra i conduttori radiofonici più giovani d’Italia.

Non mancheranno gli appuntamenti speciali come “LENNON80”, una vera festa in puro stile rock’n’roll organizzata e prodotta da LIVE ALL per celebrare gli 80 anni della nascita di John Lennon. I capolavori del grande artista saranno interpretati da una resident band composta da: Roberto Angelini (Propaganda Live), Gianluca de Rubertis, (Il Genio), Roberto Dell’Era (Afterhours, The Winstons), Danysol, Sebastiano Forte, Walzer, Enrico Gabrielli, (Calibro 35, PJ Harvey), Lino Gitto (The Winstons) e Andrea Pesce (Tiromancino). Ad oggi l’evento vede confermati Morgan, Arisa, Selton, Noemi, Federico Poggipollini, Cristiano Godano, Dente, Omar Pedrini, Ketama126, Galeffi, Leo Pari, Camilla Magli, Filippo Graziani. L’evento sarà trasmesso in live streaming sulla piattaforma LIVE ALL (www.live-all.com)  e tutto il ricavato sarà devoluto al “Fondo Covid-19, Sosteniamo La Musica”, promosso da Music Innovation Hub e sostenuto da FIMI, nato con lo scopo di supportare musicisti e professionisti del settore musicale in questo momento di crisi globale.

“Milano Music Week” è promossa da Comune di Milano – Cultura, FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana), NUOVOIMAIE (Nuovo Istituto Mutualistico Artisti Interpreti Esecutori), ASSOMUSICA (Associazione di organizzatori e produttori italiani di spettacoli musicali dal vivo), con il supporto di SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) e il patrocinio del MiBACT – Ministero per i beni e le Attività Culturali e per il Turismo.

“Ringrazio gli organizzatori e tutti i partner di questa quarta edizione di Milano Music Week – ha affermato il Sindaco di Milano Giuseppe Sala -. La settimana della musica è diventata un appuntamento irrinunciabile per Milano ed è importante confermarlo, anche in questo periodo difficile, proponendola in un formato completamente digitale. Il titolo ‘Music works here’ coglie lo spirito di questa manifestazione che vuole essere una piattaforma di incontro per chi fa, crea e ascolta musica. Cultura e musica hanno contribuito a far crescere Milano e a farla diventare ciò che è. Per questo motivo, la promozione di questo settore deve andare oltre la logica emergenziale. La musica, come la cultura, va sostenuta sempre”.

“Milano Music Week è una piattaforma aperta che unisce e valorizza le istanze di tutta la filiera musicale, e nei quattro anni trascorsi dalla sua prima edizione ha raggiunto un significativo grado di maturità, autorevolezza e indipendenza – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. L’edizione di quest’anno si svolge in un momento delicato, drammatico per il mondo dei lavoratori del settore, ma oggi più che mai è importante aprirsi al dialogo con la città per gettare le basi per nuove idee e strategie, in modo da riportare il lavoro al centro della musica”.

MMW20 ospiterà infatti anche una serie di incontri che avranno come protagonisti alcune fra le principali realtà nate a sostegno dei lavoratori del settore musicale e dello spettacolo in questo periodo difficile, come “Bauli in piazza”, l’associazione culturale che ha dato vita al recente movimento di protesta dei lavoratori del settore, e “La musica che gira”, che ha curato il panel “Lavoratori della musica uniti”, una piattaforma di confronto tra i lavoratori della musica nata proprio per supportare e rilanciare il settore.

“Questa edizione così particolare di Milano Music Week, che avrebbe dovuto rappresentare un importante segnale di ripartenza di tutta la filiera musicale, ma che in seguito alle ultime disposizioni dovrà fare a meno degli eventi live, vogliamo che serva comunque come momento di importante riflessione e di dialogo, anche istituzionale, sulla gravità della situazione per il mondo della musica e dello spettacolo. È il momento di far capire al mondo che la musica è lavoro, preparazione, fatica, serietà, impegno, professionalità. Senza lavoro la musica muore, senza la musica non viviamo noi,” dichiara Luca De Gennaro, curatore artistico della Milano Music Week e VP Talent & Music ViacomCBS Networks per Sud Europa e Medio Oriente.

Non a caso le novità di questa edizione partono dalla stessa nuova immagine guida curata da Daniele Amedeo, che quest’anno nasce da un video: l’inedito punto di vista è quello di un lavoratore dello spettacolo, dello stage-manager che ha preparato il palco, del backliner che ha portato gli strumenti, dello stage-hand che aiuta tutti i processi di produzione. “Una prospettiva ribaltata per un concerto senza musica”.

Main content partner dell’iniziativa, anche quest’anno torna dal 17 al 19 novembre “Linecheck Music Meeting and Festival”, la principale music conference italiana, una piazza virtuale dedicata alla musica, al mercato e alla filiera con panel, masterclass e showcase in diretta streaming su linecheck.it. Prodotto da Music Innovation Hub Impresa Sociale, quest’anno il tema portante di Linecheck è “Sound Values”. Alla sera, dopo il meeting inizia il Music Festival, con una line-up d’avanguardia composta da showcase di artisti affermati insieme alle novità più interessanti del panorama europeo come: Birthh, Cecilia, Camilla Sparksss, Fuera, Fivequestionmarks, Godblesscomputers, Kharfi, Ko Shin Moon, Los Bitchos, Marta DG, Mòn, MYSS KETA, Neue Grafik Ensemble, Penelope Isles, QuinzeQuinze, Speranza e molti altri.

Dai webinar ai panel, anche per questa edizione i contenuti formativi proposti dalla MMW sono prodotti dagli educational partner CPM Music Institute, SAE Institute e ALMED – Master In Comunicazione Musicale e grazie all’apporto dei promotori e di altri partner coinvolti nell’iniziativa.

“FIGHT! – IS HipHop Alive?” sarà invece uno speciale talk show condotto dal rapper Othelloman in compagnia di ospiti speciali. L’evento, che avrebbe dovuto tenersi dal vivo sul palco di Mare Culturale Urbano, a causa dell’emergenza sanitaria è stato rimodulato per essere svolto totalmente online potendo allargare il bacino di utenza dei partecipanti a tutta Italia.

MMW20 non dimentica il pubblico dei più piccoli e ospiterà un’edizione speciale di “Rodari Rocks”, format nato nell’anno delle celebrazioni per il centenario della nascita di Gianni Rodari. Nell’ambito della settimana della musica tutte le sere alle 21 Jack Jaselli, Alessio Bertallot, Anna Belle e molti altri racconteranno la fiaba della buona notte. Domenica 22 novembre sul canale Youtube ufficiale di Milano Music Week verranno trasmesse tutte le puntate del progetto ideato da Mimmi Maselli.

Uno speciale palinsesto firmato Billboard, media partner dell’iniziativa, proporrà al pubblico per tutta la settimana della musica una serie di eventi fra panel e showcase con importanti artisti come Boosta, Francesco Gabbani, Boro Boro e molti altri.

Rockol, che rinnova la tradizionale media partnership con “Milano Music Week”, presenterà invece una serie di appuntamenti all’interno della Rockol Bubble, il luogo virtuale dove approfondire i temi forti e le dinamiche di cambiamento della musica.

Anche IMAGinACTION – festival internazionale del videoclip – sarà presente alla “Milano Music Week” con un evento speciale che vedrà la partecipazione di importanti artisti del panorama musicale italiano.

Seppur presenti in streaming a causa della pandemia, MMW20 coinvolgerà tantissimi luoghi metropolitani dove ogni giorno si produce cultura e intrattenimento. Tornano infatti diversi luoghi di riferimento della manifestazione tra cui il quartiere di Nolo che, anche per questa edizione, presenterà uno speciale palinsesto di eventi in live streaming all’insegna della musica tra djset, live e workshop.

Programma completo e partner sul sito www.milanomusicweek.it.

Tutti gli eventi potranno essere seguiti online sul nuovo canale ufficiale Youtube e sul sito www.milanomusicweek.it.

INFO:
W milanomusicweek.it
FB milanomusicweek1
IG milano_music_week
TW milanomusicweek
YT Milano Music Week
#mmw20 #milanomusicweek #musiccitymilano #musicworkshere 

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L’arte di Pollock raccontata ai più piccoli

 

E’ stato pubblicato di recente da Maria Pacini Fazzi Editore con Fondazione Ragghianti il libro Jackson Pollock – Dripping Dance di Federica Chezzi e Angela Partenza, con  illustrazioni di Daniela Goffredo, che racconta ai più piccoli (il libro è consigliato dai 6 anni in su) la vita e l’arte di uSchermata_2020-11-03_alle_16.08.22.pngn ragazzino geniale che, nato nel desolato Wyoming, arriva a conquistare New York, diventando uno degli artisti più originali e amati di tutti i tempi.

Intuizioni, pensieri e ricordi lo guideranno alla scoperta di un’arte completamente nuova, dove il groviglio si fa materia e i colori danzano al ritmo del jazz. Ed è così che nel 1947 Jackson Pollock presenterà al pubblico qualcosa di mai visto prima…

 

Il testo, animato da bellissime illustrazioni e riproduzioni di 10 opere di Pollock, dialoga con i piccoli lettori per scoprire, giocando, le molte sorprese celate nei quadri del grande artista statunitense.

 

 

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Jackson Pollock – Dripping Dance

di Federica Chezzi, Angela Partenza – illustrazioni di Daniela Goffredo

Editore: Maria Pacini Fazzi, Fondazione Ragghianti

Età consigliata: dai 6 in su

52 pagine a colori illustrate

Copertina cartonata cm 25×30

Collana: ALT! Arte Libera Tutti

Prezzo al pubblico: 14 euro

 

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Non conosco nemmeno me stesso

artisti costruttori di pace
Chiusura 13/11/2020
Da sabato 7 novembre a venerdì 13 novembre 2020, presso la Galleria ART G.A.P., in Via San Francesco a Ripa 105/a, Roma, Non conosco nemmeno me stesso, personale di Francesco Boi, a cura di Federica Fabrizi.
Via di San Francesco a Ripa 105/a Roma mappa
Inaugurazione 07/11/2020
La galleria Art Gap in partnership con l’organizzazione culturale ASREA, dal 7 al 13 novembre 2020, ha il piacere di presentare Non conosco nemmeno me stesso, personale di Francesco Boi, vincitore della sezione fotografia, del primo Concorso d’Arte ASREA, svoltosi nella Sala Nagasawa ex Cartiera Latina dall’11 al 20 Ottobre 2019. La mostra verrà inaugurata il 7 novembre 2020 alle ore 18:30.
Impossible Landscape è una riflessione sulla visione, l’oggetto e la sua rappresentazione. Le immagini sono state create utilizzando un guanto blu e il progetto parte dall’idea di dare una nuova visione di questo oggetto, presente all’interno della nostra iconografia quotidiana della pandemia, che ha scansionato (utilizzando uno scanner da negativi). Il lavoro presenta, nelle sue modalità, una vena sarcastica dettata dal concetto di scansione (una copia) e l’idea di utilizzare uno scanner per produrre un’immagine diversa dell’oggetto stesso. Il risultato sono questi paesaggi impossibili, inesistenti nei quali proiettiamo i nostri scenari interiori.
Cemetery è un progetto che nasce dalla fusione tra il bisogno di creare, i limiti imposti dalla quarantena e le riflessioni che questi limiti o confini hanno scaturito in me. Lo smartphone nella società senza freni e senza distanze è diventato il nostro timone di guida all’interno dello spazio-tempo. La nostra fisicità, lo spazio fisico e le distanze sono abbattute. Il nostro segnale è ormai digitale, non emettiamo che segnali elettronici e i devices sono i talismani con i quali rendiamo il nostro essere, puramente fisico e carnale, digitale. Siamo un’emulazione di noi stessi, una ricostruzione digitale più che un affresco pittorico. L’unica traccia materiale che lasciamo è quella delle nostre impronte digitali su devices. Queste sono la testimonianza materiale delle nostre azioni digitali. I devices quindi diventano quasi un cimitero delle nostre azioni, dei sepolcri.
Francesco Boi è un artista Italiano con base a Roma. I suoi lavori spaziano fra video, fotografia e installazioni. In seguito all’accademia inizia a lavorare in tv per poi passare al cinema lavorando per produzioni interazionali in qualità di assistente di registi come Fernando Meirelles e Michael Bay ma anche come assistente alla regia, behind the scenes e fotografo di scena. In parallelo al lavoro sui set firma diversi cortometraggi, video musicali e pubblicità oltre che partecipare a mostre collettive, premi d’arte e festival cinematografici. Nel 2019 vince il Rospigliosi Art Prize nella sezione under 30, la ASREA competition nella sezione fotografia e il terzo posto al Vernice Art Prize 2019.
 
Non conosco nemmeno me stessoPartecipa al gruppo facebook OK ARTE – Artisti Costruttori di Pace
 
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