Angelo Moncada nasce nel 1962 nella splendida cittadina siciliana definita “Il giardino di pietra”: Noto (Siracusa). Compie i suoi studi presso l'Istituto Statale d’Arte di Siracusa conseguendo la Maturità Artistica. Alla fine degli anni ottanta, inizia a partecipare a numerose mostre di pittura in tutta la regione siciliana. Negli anni a seguire, pur continuando a dedicarsi con passione alla pittura e alla scultura, l'artista pone sempre maggiore impegno e attenzione all'attività iniziata nel 1997 al servizio della Fondazione Sant'Angela Merici. Nei laboratori di arte terapia, insieme ai suoi ragazzi diversamente abili, elabora nuove tecniche di mosaico, pittura e scultura che portano alla realizzazione di installazioni, mostre e partecipazione a concorsi. Nel corso della lunga carriera artistica ha fra l'altro realizzato le illustrazioni per la raccolta di racconti "Vicoli aperti" di Carmelo Tuccitto (Alfa Edizioni Siracusa), numerosi ritratti nonché il busto bronzeo di Mons. Salvatore Gozzo, padre fondatore della Fondazione Onlus Sant'Angela Merici, esposto nei saloni della fondazione stessa.

Di lui hanno scritto:
"... Il ritratto è il campo nel quale l'arte di Angelo Moncada si manifesta con più immediato vigore.
Con tratti semplici e sicuri l'artista siciliano fa uscire dalle tele i volti di donna bellissimi, che
sembrano stare tra di noi e non racchiusi entro i rigidi confini di una cornice. La sua mano traccia
leggeri i lineamenti di un volto o di un corpo femminile che poi riempie di vita con una coloristica
delicata, ricca di luminosità. Questi volti irradianti, estremamente belli, hanno nei capelli e negli
occhi, che sembrano parlare con vigoria, qualcosa che ci porta in alto, come se fossero, nei tratti e
nel cuore, intermediari tra noi e gli angeli. Considerando l'evoluzione che Angelo Moncada ha
avuto dall'inizio della sua attività pittorica, bisogna riallacciarsi ai maestri ormai scomparsi da
qualche tempo che Moncada conosce profondamente per accorgersi come siano state filtrate le
lezioni che dall'osservazione questo artista siciliano deduceva e faceva sue per traslarle in quelle
composizioni che dal suo intimo sgorgano così naturali e personalizzate. Procedere nell'arte con
questi intendimenti significa ottenere da se stessi il meglio, in evidente armonia con l'estetica
assimilata e recependo tutta la sensibilità al comporre, dall'esterno e da se stessi..." (Alberto Forti)

"... Moncada ha abolito la rigidità della linea e il valore artistico del contorno, creando flessioni e
movimenti, morbidezze cromatiche e tratti sensuali, seguendo con la punta delle sue sanguigne e
dei suoi pastelli il profilo di adolescenti dai capelli delicati o lo spessore delle membra di corpi
femminili simili a sculture greche. Grazia e armonia: questo il pathos raggiunto dal giovane autore,
sintomo di una attitudine spirituale e di un anelito verso il bello estetico e la sua sublime
universalità. Sicché emerge un disegno gradevolissimo, comprensibile a tutti, godibile e
rasserenante, senza per questo sacrificare la creatività artistica ed il personalissimo segno ad un
figurativismo di maniera. Così lo spazio che intercorre fra il pittore e la realtà si colma di un
elemento fluido e impalpabile, si colma di poesia..". (Raimondo Raimondi)

"L'infinitamente bello, dopo aver preso forma sulla tela, quasi incarnandosi, spinge l'artista a
generare, con varietà di soluzione, un'altra immagine simile eppur diversa che il colore
concretizza, la grazia e l'espressività dei volti sublimano. In questa felice sintesi tra forma e spirito,
tra avvenenza fisica e bellezza interiore sta l'arte di Angelo Moncada. Rubare al cielo immagini
angeliche e, come per incanto, fissarle sul supporto, é proprio degli artisti, mettere il fruitore sulla
lunghezza d'onda dell'infinito è miracolo dell'arte. Le sue opere costituiscono pagine di un libro
aperto che tutti possono leggere perché Moncada aborre i rebus interpretativi, le implicazioni
filosofiche e privilegia il senso estetico. Contro le manipolazioni e le sofisticazioni pittoriche dei
nostri tempi restituisce all'immagine femminile dignità e naturalezza. Le sue matite si fanno
unguenti e farmaci contro i mascheramenti, i suoi colori luce che purifica e ridona innocenza.
Moncada realizza quell'idea di donna che dà credibilità a quel che di lei cantano i poeti...".
(Carmelo Tuccitto)

"... La sua poetica è ricca di simboli e sensualità. Ogni espressione, ogni singolo gesto è
accompagnato dal sentimento percepito tramite l'osservazione della realtà. La luce costituisce un
mezzo espressivo di grande efficacia rievocando nella tela suggestioni attraverso la resa morbida
e delicatamente sfumata della luminosità. Lo spazio che intercorre fra il pittore e la realtà si colma
di un elemento fluido e impalpabile, si colma di poesia. Con perfezione esalta la maternità
traducendola nel senso di qualcosa che esiste, la concretezza tecnica spazia rivelando un artista
esclusivo, unico nel suo genere..." (Oriana Romano)

"... Sta qui il fascino nei dipinti del maestro Angelo Moncada: la visione contemplativa del reale
interpreta il suo messaggio visivo nella meditazione dell"esistenza, celebrata nella magnificenza di
volti e sinuose figure femminili nella loro classica bellezza, dove i tipici ritratti di donna sono
rapidissimi, colti dal vero, delineando con pochi segni la posa del soggetto raffigurato, mettendo in
risalto dettagli con una straordinaria qualità della luce, tra sogni archetipi, allusioni e metafore della
vita nell'incanto di un sogno e nelle voci segrete e musicali dell'armonia pittorica". (Carla D'Aquino
Mineo)