htGuercino a Piacenza: tra sacro e profanotp://www.okarte.it
Chiusura 04/06/2017
di Stefano Pariani
Si profila come uno dei grandi eventi del 2017 per Piacenza la mostra sul Guercino, il pittore emiliano seicentesco che qui ha lasciato un'importante testimonianza della sua arte nel Duomo. Organizzata in due luoghi ben distinti, la mostra presenta una ventina di selezionatissime opere nella cappella ducale di Palazzo Farnese e la possibilità di ammirare da vicino gli affreschi della cupola del Duomo, salendo alla galleria del tamburo.
Piazza della Cittadella, 29, Piacenza mappa
Inaugurazione 04/03/2017
Si profila come uno dei grandi eventi del 2017 per Piacenza la mostra sul Guercino, il pittore emiliano seicentesco che qui ha lasciato un'importante testimonianza della sua arte nel Duomo. Organizzata in due luoghi ben distinti, la mostra presenta una ventina di selezionatissime opere nella cappella ducale di Palazzo Farnese e la possibilità, quasi unica, di ammirare da vicino gli affreschi della cupola del Duomo, salendo alla galleria del tamburo.

L'esposizione a Palazzo Farnese è strutturata in un breve ma esaustivo e chiaro percorso, che articola in tre momenti la carriera artistica di Guercino. Nella sezione “Gli esordi” troviamo i primi lavori del pittore. Nato a Cento (Fe) nel 1591, Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino rivela già nelle prime opere una vena naturalistica derivante dalla pittura di Ludovico Carracci e la conoscenza della cultura ferrarese, come nello “Sposalizio mistico di Santa Caterina” (1611/12) e nel “Miracolo di San Carlo Borromeo” (1612/13) dalla parrocchiale di Renazzo di Cento, che svela un interno domestico visto nell'intimità di un camino e di un gatto con una bimba che si accorge della presenza del Santo. La “Sibilla” (1620), proveniente da Cento, mostra un uso sapiente della pennallata ampia e ben distesa, “a gran macchia”, cifra stilistica di Guercino in molte altre opere. Assorta in una quieta e silenziosa meditazione, la Sibilla indossa preziose vesti alla moda dell'epoca, rese in maniera quasi tattile.

La sezione “La fama” mostra un Guercino ormai affermato e pronto a lasciare l'ambiente emiliano per seguire a Roma nel 1621 il suo protettore, Alessandro Ludovisi, nominato papa col nome di Gregorio XV. Qui entra in contatto con l'arte caravaggesca e aumenta l'uso della macchia. “Et in Arcadia ego” (1618-22) è un'enigmatica e fascinosa riflessione sulla vita, che mostra due pastori fuoriuscire da un bosco, trovandosi faccia a faccia con un teschio eroso dal tempo; sullo sfondo un paesaggio “atmosferico”, quasi romantico, dal cielo nuvoloso. Tra i vertici pittorici di questo periodo “San Matteo e l'angelo” (1622), dal sapore caravaggesco, con l'anziano Santo semisdraiato che, in posizione trasversale, occupa l'intera tela e “Cristo risorto appare alla madre” (1628/30). Messa in risalto da un'efficace illuminazione, la tela ha una composizione equilibrata, che deriva il suo classicismo da Guido Reni, con un giovane e luminosissimo Cristo che si rivela alla madre, avvicinandosi a lei quasi a passo di danza. La scena è leggermente caricata di pathos dai gesti di affetto che si scambiano le mani dei due protagonisti. Straordinario l'uso dei colori che risaltano gli abbondanti e tattili panneggi della veste di Cristo e della Madonna. La sezione si conclude con una serie di disegni preparatori a sanguigna e a penna e acquerello per la decorazione della cupola del Duomo di Piacenza. Nel 1625 muore il Morazzone, che aveva cominciato a dipingere due degli otto spicchi della cupola, e viene così chiamato Guercino per portare a termine l'opera. I disegni dei profeti esposti mostrano meditazioni e continui ripensamenti prima della traduzione dei vari soggetti in dipinto.

La sezione “La gloria” fa infine luce sugli ultimi anni di lavoro dell'artista: nel 1642 Guercino si trasferisce a Bologna in seguito alla scomparsa del “rivale” Guido Reni e vi rimarrà fino alla morte (1666). Si accaparra così la simpatia della committenza bolognese e, forse proprio per compiacerla, si avvicina ai modi di Reni, senza tuttavia abbandonare quella sua attenzione per il mondo della natura. Le direttrici lungo le quali si muove il pittore sono da un lato il costante naturalismo, sperimentato anche nell'ambito della pittura sacra, dall'altro l'esplorazione dei sentimenti dei suoi personaggi, che lo porta vicino al mondo teatrale del melodramma, che proprio nel Seicento ebbe la sua grande fioritura. Questa vena melodrammatica emerge nella bellissima “Morte di Cleopatra” (1648), che si abbandona al suo destino in modo languido e teatrale, e in “Susanna e i vecchioni” (1649/50). Un più accentuato naturalismo caratterizza l'”Ortolana” (1655), raro esempio di natura morta nel catalogo di Guercino, ma anche un dipinto religioso come l'”Immacolata Concezione” (1656), proveniente da Ancona. Qui una Vergine molto terrena, dai capelli lunghi e sciolti, poggia i piedi su una sottile mezzaluna e sovrasta un paesaggio marino. Un'aura poetica e un fascinoso mistero inducono alla riflessione senza trascendere troppo la realtà.

Dopo la panoramica delle opere a Palazzo Farnese, “snella” e necessariamente antologica, dovrebbe essere ancora più stimolante fare qualche passo e arrivare fino al Duomo, dove grazie ad un percorso appositamente allestito al suo interno è possibile salire fin sopra la gelleria della cupola. Qui si possono ammirare volti ed espressioni dei Profeti delle vele della cupola e quelli delle Sibille nelle lunette, che s'alternano a scene dell'infanzia di Gesù. L'esperienza di vederli da vicino e di gettare un colpo d'occhio sulle navate della chiesa è davvero emozionante.
La mostra-evento è allestita grazie al contributo di diversi enti, tra cui Fondazione di Piacenza e Vigevano, Comune di Piacenza, Regione Emilia Romagna e Diocesi Piacenza-Bobbio, mentre il percorso a Palazzo Farnese è curato da Daniele Benati e Antonella Gigli.

Guercino a Piacenza
4 marzo – 4 giugno 2017
Cattedrale e Palazzo Farnese:
martedì, mercoledì, giovedì e domenica: h 10-19
venerdì e sabato: h 10-23

Tel. 335.1492369
oppure 0523.492001
www.guercinopiacenza.com







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