Sol LeWitt alla Fondazione Carriero, un'altra perla per Milanohttp://www.okarte.it
Chiusura 24/06/2018
di Clara Bartolini
L'evento, voluto nel decennale della morte dell'artista Sol LeWitt, vuole ricordare questo apri pista di un nuovo modo di fare arte, in auge ancora oggi. E' certamente uno dei più importanti artisti americani del dopoguerra, ed è considerato uno dei fondatori dell'arte concettuale.
via Cino del Duca 4 Milano mappa
Inaugurazione 17/11/2017
Per chi non lo conoscesse, iniziamo con il parlare del palazzo dove risiede la Fondazione. Casa Pallavicini in via Cino del Duca 4, a due passi da piazza San Babila, uno dei pochi edifici rimasti a Milano risalenti al Quattrocento, si presenta su tre piani con i classici mattoni in cotto rosso. Gli interni candidi, sono stati riadattati da Gae Aulenti e, al terzo piano, la sala più vasta si allarga fino ad inglobare un pezzo dell'adiacente Palazzo Visconti. E' stata decorata nell'Ottocento da stucchi ed affreschi in stile settecentesco come di moda alla fine di quel secolo e si distingue dagli altri due piani essenziali e rigorosi che mantengono le divisioni degli ambienti originali.

La visita al museo è gratuita e propone mostre di altissimo livello, grazie all'impegno dei fondatori Giorgio Carriero e al presidente del Comitato Scientifico Ennio Brion. Il progetto intende inserirsi nella valorizzazione della città di Milano, nella prospettiva che questa città mantenga le promesse nate con Expo, per rilanciarla tra le grandi capitali del mondo e d'Europa, grazie all'offerta artistica e non solo.

Nata nel 2015, la Fondazione presenta ora una mostra su Sol LeWitt, fino al 24 giugno 2018. La Fondazione si avvale di due curatori: Rem Koolhaas, l'architetto, vincitore dei maggiori premi internazionali d'architettura, considerato da Time una delle 100 persone più influenti del mondo, e Francesco Stocchi curatore presso il Museum Bojimans Van Beunigen di Rotterdam (e non solo) e curatore delle precedenti tre mostre alla Fondazione.
L'evento, voluto nel decennale della morte dell'artista Sol LeWitt, vuole ricordare questo apri pista di un nuovo modo di fare arte, in auge ancora oggi. E' certamente uno dei più importanti artisti americani del dopoguerra, ed è considerato uno dei fondatori dell'arte concettuale. La mostra vuole riconsiderare i motivi fondanti della sua ricerca, che metteva al centro il pensiero del'artista. La regola, così la definiva, che operava sempre nelle sue opere, legando ogni sua creazione artistica o architettonica. Convinto che l'artista fosse un generatore di idee, ha dato spazio ad una visione che ancor oggi lo lega all'arte contemporanea.
Non importa chi realizzi materialmente l'opera, conta il fatto che segua in modo assoluto, la regola di chi l'ha pensata, portando avanti la sua ricerca spaziale che, però, in ogni luogo trova il modo di adattarsi allo spazio della galleria che la contiene. Una visione completamente nuova, che impegna nell'allestimento delle opere di volta in volta ri-montate, i curatori della Fondazione che porta il suo nome.

Così vediamo molti fili di metallo battuto stendersi su una parete, adattandosi a soffitto e porte. Poliedri che giocano con la luce, griglie che pendono dall'alto come gabbie candide e geometriche, semplici scomposizioni di un cubo che si manifesta a pezzi contro le pareti e al centro della stanza. Colonnine bianche e nere le cui fessure lasciano intravedere un corpo nudo di donna. E giochi di luce che crea spazi, volumi ed emozioni. E la regola di Sol LeWitt si è ben adattata, anche in questa occasione, alla Fondazione, reinventandone le architetture. Da vedere.
 
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