Alain Eugène Régnier. Caoshttp://www.okarte.it
Chiusura 02/12/2017
A La Casa di Vetro, centro culturale di Milano, dal 18 novembre al 2 dicembre 2017, è in esposizione in anteprima italiana la mostra “Caos” di Alain Eugène Régnier, pittore francese con un passato nella pubblicità che ama l’astrattismo, la pittura concettuale, la grafica e il fumetto. I dipinti in mostra, dal piccolo al grandissimo formato, sono tratti in parte dalle sue serie dedicate alla nascita e alla vita, e in parte dalla sua serie dedicata al personaggio, di sua invenzione, del “Grognon”. I primi rappresentano la realtà in uno stato di caos. I secondi, pieni di vitalità ed emozioni umane, la vita dopo il caos.

Via Luisa Sanfelice 3 Milano mappa
Inaugurazione 18/11/2017
LA MOSTRA

Sabato 18 novembre dalle 15.30 alle 19.30 inaugura in anteprima italiana a Milano, al centro culturale La Casa di Vetro, la personale dell’artista Alain Eugène Régnier, pittore francese con un passato nella pubblicità che ama la pittura astratta e concettuale almeno quanto la grafica e il fumetto. La mostra “Caos”, in programma fino al 2 dicembre, riunisce le sue passioni e la sua ricerca artistica in un’unica grande esposizione. In mostra infatti sono esposte le sue opere, dal piccolo al grandissimo formato, tratte in parte dalla sua serie dedicata alla nascita e alla vita e in parte dalla sua serie dedicata al personaggio, di sua invenzione, del “Grognon”.

Il contenuto del primo gruppo di opere rappresenta il caos primordiale da cui non solo si è generato l’intero universo ma continua in ogni momento a ri-generarsi la vita. È infatti attraverso il caotico riprodursi a livello cellulare degli esseri viventi che la vita si rinnova nell’eternità. A rappresentare simbolicamente il concetto, è mostrata sulla tela, in una personale e immaginaria interpretazione personale, l’eterna danza tra spermatozoi maschili e ovuli femminili che permette alla nostra specie di riprodursi e perpetuarsi nel tempo.

Nel secondo gruppo di opere a essere protagonisti sono i “Grognons”, personaggi stilizzati e fumettistici pieni di vitalità umana che brontolano e grugniscono tutto il tempo come suggerisce il loro stesso nome. Sono loro a rappresentare invece cosa viene dopo il caos creativo dell’universo e della fecondazione. Cioè la vita quotidiana in ogni sua sfumatura emozionale e umorale. Ad affiancare il personaggio del “Grognon”, anzi a interagire con lui nella pantomina su tela della vita, un papavero rosso, il fiore di Morfeo, il dio del sonno, ma anche fiore simbolo, per l’artista, della fertilità.

A caratterizzare l’arte di Alain Eugène Régnier, dai cromatismi estremamente saturi e brillanti, un uso di grande impatto del colore, reso denso e materico dalle ripetute pennellate sulla tela.

PRIMA E DOPO IL CAOS. LA REALTÀ SECONDO ALAIN EUGÈNE RÉGNIER

“Il numero di culture sparite sembra sufficientemente rilevante perché la “nostra” (occidentale, all’occorrenza) si domandi quale sarà la sua sorte. Ma no! Amnesia, temerarietà, orgoglio...? Curiosamente, sembra evidente che durerà per sempre e che migliorerà! Sfida così le nozioni di vita e di morte. Se poniamo la vita come un movimento permanente nel corso del tempo - che noi non possiamo né percepire e nemmeno concepire, bloccati come siamo da un cervello fantastico, ma limitato - noi ci troveremo decisamente in imbarazzo. E, siccome il nostro modo di pensare esige un inizio e una fine per ogni cosa, imponiamo questa legge strettamente umana a tutte le nostre azioni.

Così diamo nome a questi strani fenomeni: “big bang” (metafora semplicistica di un’esplosione complessa) per suggerire un inizio e “apocalisse” (rivelazione, il sollevare il velo) o ancora “caos” (stato dei primi elementi prima della nascita) per suggerire una fine. Quel che potrebbe esistere prima o dopo resta sconosciuto... ma che importa poiché siamo nell’impossibilità di afferrare il concetto di infinito. La Scienza è, al momento, impotente a chiarire i nostri dubbi. Per quel che mi riguarda, lascerei le religioni in disparte. Per cui non restano che gli artisti per illuminare il cammino.

Questo è quello che ho tratto facendo un ragionamento sul caos. In questa fase, le mie ordinarie parole non possono trasmettere i miei sentimenti sul caos (un poeta lo potrebbe senza dubbio fare). È difficile per me farlo con le parole ma con la pittura mi sembra semplice, evidente... Io non ho l’ansia da pagina bianca, anzi. Cominciando una tela, ho sempre quel delizioso senso di vertigine per l’ignoto. Dopo aver lasciato il primo tratto sulla tela, non ho da conversare con altri tranne che con lei.

Per quel che riguarda il caos, è uno stato che mi sembra familiare. Ci sto come fossi a casa. Certo è che nello stesso tempo in cui dipingo una nera distruzione sono attratto da una forza combattiva e gioiosa che mi fa mettere del colore al centro di un “canto di battaglia caotico”. Io non credo nel Dio delle religioni. Tuttavia, nel momento in cui la tela è finita, momento delicato, io so che un’Entità impalpabile mi ha guidato.
Eccomi dunque uscito dal caos?

L’idea del caos ha perciò ispirato la concezione di questa esposizione. Ma è una nozione spesso mal compresa quella di caos. Ho preso l’idea di caos nel suo senso stretto: una stadio complesso prima di una nascita (… una rinascita?). Ci ho visto questo momento in cui gli elementi primari, nel disordine, si assemblano per creare la vita. L’occhio esercitato vedrà nelle mie tavole dei segni evidenti di vita …

Per rafforzarli, mi è sembrato opportuno far luce su questa entropia potenzialmente “pesante” con uno scintillio di umorismo e di speranza (qualcosa che è proprio dell’umano quando la situazione è difficile). Sono "Les Grognons" che si assumono questo compito mentre brontolano e/o grugniscono con la complicità del papavero. Il simbolismo del papavero è variabile in base ai tempi e ai luoghi. A sua volta, evoca la memoria dei combattenti (Commonwealth), il sonno sereno attraverso il dio dei sogni (Morpheus) ... Esprime anche la fertilità e ci dice "Amiamo al più presto".

Spero che il visitatore lascerà la mostra con la volontà di superare le attuali difficoltà per creare un mondo in cui la vita rimane la più favolosa delle avventure.”

BIOGRAFIA

Alcuni dicono che i veri parigini sono provinciali che sono venuti a conquistare la capitale ... Ma, se fosse vero, che cosa sono i nati a Parigi, sull'Ile de la Cité, tra il Palazzo della Giustizia e la cattedrale di Notre Dame? Questo è il caso di Alain Eugène Régnier, nato il 7 gennaio 1951 a Parigi. L’artista vive una giovinezza felice e spensierata nella famiglia di un maestro artigiano i cui clienti sono spesso artisti. Si diploma al liceo Condorcet, recita al Palais Royal o nei giardini delle Tuileries, sogna con il teatro classico della commedia francese, visita e rivisita i Musées des Arts et Métiers, il museo di Arts Modernes, il Louvre, passa centinaia di ore al cinema (nel momento in cui il cinema tedesco, americano, inglese, francese, italiano, giapponese stanno misurando la loro creatività!), vive in prima persona gli avvenimenti del maggio '68, frequenta regolarmente le gallerie d'arte e le librerie di Saint Germain-des-Prés, studia quindi arte al "Met Penninghen" e infine si diploma all’École Nationale Supérieure des Arts Appliqués et des Métiers d’Art (ENSAAMA 1973). I punti di riferimento artistici e culturali sono numerosi: Le Corbusier, Sarah Moon, Kubrick, Botticelli, Miró, Klee, Stravinsky. Montaigne stimola il suo pensiero umanistico e Nietzsche lo costringe alla riflessione.

Il primo riconoscimento artistico lo avrà nel 1973 durante un concorso organizzato dalla "Camif" aperto alle scuole d'arte di Parigi. Il pretesto era la progettazione di un arazzo (5 m di larghezza per 2,5 m di altezza) per una sala conferenze. L’artista vince il concorso, ma il progetto, fatto di cartone, scompare. Alla fine l'arazzo non venne mai tessuto! Eugène esercita la sua arte tra Parigi, Lione, St Etienne, Tolosa e Marrakech. A nutrire un cervello in costruzione permanente è la grafica (realizza numerosi loghi per la pubblicità), il cinema (è regista di cortometraggi, mediometraggi e lungometraggi), la musica (è autore-compositore), la fotografia (riprese e video-editing) e infine il teatro (comunicazione e coaching di troupe professioniste). Ora in pensione, il suo principale laboratorio è a Soustons (Landes). Svolge il suo lavoro come pittore senza dimenticare la fotografia, il video e la musica. Come artista, Eugène ha sempre mirato a comprendere i meccanismi di funzionamento delle emozioni. Tanto da tenere conferenze sull'argomento nell'Università e alle Grandes Ecoles di Marrakech nel 2011 e 2012. Attualmente si dedica esclusivamente alla sua arte e organizza workshop di creatività e sviluppo personale nell’ambito dell’espressione artistica in Marocco e in Francia.
 
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