htA Palazzo Reale di Milano rivive la splendida Parigi di Manettp://www.okarte.it
di Clara Bartolini
Chiusura 02/07/2017
Un uomo della buona società francese per il quale restare nel solco già sperimentato sarebbe stato facile, comodo e, invece, questo personaggio dall'originale e dirompente personalità, spiazza la sua cerchia di mondo con una ribellione al dejà vu, una contestazione che non cede nemmeno davanti al rifiuto "dell'establishment", si direbbe oggi.
Piazza del Duomo, 12 Milano mappa
Inaugurazione 08/03/2017
Sono certa che a molti uomini farebbe bene prendere a modello un pittore come Manet, e non solo per questioni artistiche, ma di carattere. Un uomo della buona società francese per il quale restare nel solco già sperimentato sarebbe stato facile, comodo e, invece, questo personaggio dall'originale e dirompente personalità, spiazza la sua cerchia di mondo con una ribellione al dejà vu, una contestazione che non cede nemmeno davanti al rifiuto "dell'establishment", si direbbe oggi. Perché aveva le idee erano chiare e non dubitava di se stesso; aveva una visione e la perseguiva. E così diventa l'apri pista, il precursore degli impressionisti e, come sapete, non è poca cosa.

In quella Parigi che si sta modernizzando grazie a Napoleone III e al Barone Haussmann e ce la fa tanto vicina anche ora, a noi che abitiamo a Milano. Una Ville Lumiere tra artisti che non lo comprendono e poeti, con i quali stringe una sincera amicizia. Baudelaire, Zola, Mallarmé sono gli unici che davvero lo sostengono nei momenti difficili, perchè ammirano la sua visione e la sua grandezza. Malgrado Architetti coraggiosi prospettino una nuova Parigi tra bistrò, caffè chantant, serate all'operà, l'arte di Manet viene rifiutata, ma gli incontri imprevisti e le donne, donne dal fascino particolarissimo emergono dal suo pennello prorompenti. Si, proprio quelle dipinte da Manet, che ricordano i film di Almodovar. Ed è per questo che alle donne dovrebbe piacere molto questo maestro. Uomo che sapeva scegliere la personalità in una modella, piuttosto che la bellezza canonizzata.

Sapeva "vedere", non gli sfuggiva il vero valore delle cose e delle persone. E aveva ragione, perché guardare non è sufficiente. E allora godiamoci la splendida "Lola de Valence" o" Angelina" con i suoi tenebrosi colori, la cameriera della birreria che pare muoversi ancora con velocità. Che piacere vedere quanto queste donne siano raffinate, sensuali, potenti come Berth Morisot in nero con un mazzo di violette o quelle in abiti candidi e raffinati del "Balcone". Si, le donne si sentiranno amate per quello che sono in queste opere dell'artista, ma anche eleganti in modo davvero intrigante. Ma, per chi vuole comprendere quali fossero i modelli di Manet, ecco "Il pifferaio" nato dalle sue riflessioni sulla pittura di Velasquez, considerato da lui il più grande. E nel dipingerlo, si disinteressa completamente del contesto, nulla appare oltre il pifferaio, non ci sono pareti, oggetti, pavimento. La figura emerge dal nulla, come qualunque maestro avrebbe disapprovato ed ha disapprovato a suo tempo. Emerge in modo cosi vivido da essere considerato oggi tra i suoi capolavori.

Ma come non restare stupefatti anche dal "Chiaro di luna sul porto di Boulogne", misterioso e coinvolgente come certe notti che, chi ha "vissuto", per fortuna ricorda. Ma la mostra ci propone molti momenti magici e aggiunge artisti che gli sono stati coevi come Césanne, Gauguin, Renoir, Monet e molti altri. Nella mostra si possono ammirare molti splendidi disegni di quella Parigi che si stava reinventando architettonicamente. Degno di nota l'emblema di quella Parigi del piacere; ce la rappresenta magnificamente Boldini in "Scene di festa alle Folies Bergèr ". In questo quadro il rosso divampa, e ci conquista. Da vedere questa mostra, per divertirsi, per gioire dell'allegria che emana, per imparare a non mollare anche quando tutto sembra contro di noi. Sarà una banalità ma, l'importante e crederci e Manet ci ha creduto. Fu il rivale Degas a dire dopo la sua morte " era più grande di quanto pensassimo". Conclusione, un grazie al Musèe D'Orsay che ha concesso le opere, al suo presidente Guy Cogeval e alle curatrici Isolde Pludermacher e Caroline Mathieu e grazie a Palazzo Reale che ha varato il progetto Musei del Mondo e lo porta avanti con perizia.
La mostra è promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e MondoMostre Skira.

8 Marzo - 2 Luglio 2017

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