htIl fascino segreto di  Marlene Dietrichtp://www.okarte.it
Inaugurazione L’omaggio a lei dedicato si compone di un documentario e 14 lungometraggi, tutti grandi film firmati da maestri della settima arte: oltre al già citato "L’angelo azzurro" di Josef von Sternberg saranno riproposte le sue opere migliori, come "Capriccio spagnolo", settimo e ultimo film del sodalizio Sternberg-Dietrich, un raffinatissimo delirio perverso e disumanizzato di decadentismo barocco che culmina nella famosa scena del duello.  - Chiusura 21/10/2016
Viale Fulvio Testi 121, Milano mappa
30/09/2016
mappa L’omaggio a lei dedicato si compone di un documentario e 14 lungometraggi, tutti grandi film firmati da maestri della settima arte: oltre al già citato "L’angelo azzurro" di Josef von Sternberg saranno riproposte le sue opere migliori, come "Capriccio spagnolo", settimo e ultimo film del sodalizio Sternberg-Dietrich, un raffinatissimo delirio perverso e disumanizzato di decadentismo barocco che culmina nella famosa scena del duello. 21/10/2016 Viale Fulvio Testi 121, Milano
Dal 30 settembre al 21 ottobre 2016 presso il MIC - Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenta “Il fascino segreto di Marlene Dietrich”, un omaggio in 15 film dedicato alla grande attrice volto-icona del cinema di ogni tempo, donna fatale, dolente, generosa e pronta a tutto che ancora oggi vive nella nostra memoria.

Più di cento anni fa (1901), nasceva in Germania la più ambigua delle “femme fatale”, Marlene Dietrich. Di lei Ernest Hemingway, suo grande amico, disse: «Se non avesse nient’altro che la voce potrebbe spezzarti il cuore. Ma ha anche un corpo stupendo e il volto di una bellezza senza tempo». Dopo gli studi alla scuola Max Reinhardt di Berlino, la Dietrich iniziò a lavorare alternando teatro e cinema, ma in piccole parti. Finché a notarla non fu Joseph von Sternberg, che le affidò il ruolo di Lola-Lola, la cantante di cabaret in calze nere a rete che fa impazzire l’austero professor Unrath in “L’angelo azzurro” (1930). Da quel momento la sua carriera spiccò il volo. Trasferitasi a Hollywood in fuga dalla Germania nazista – e, benché a lungo desiderata, nel suo paese natale non sarebbe più tornata, meritandosi l’accusa di tradimento -, la Dietrich finì ben presto col diventare sinonimo di una figura femminile ammaliatrice, libera, disinibita, angelo e demone al tempo stesso. Una figura dotata di un ambiguo erotismo androgino, la cui mascolinità piaceva alle donne e la cui sensualità stregava gli uomini.

L’omaggio a lei dedicato si compone di un documentario e 14 lungometraggi, tutti grandi film firmati da maestri della settima arte: oltre al già citato L’angelo azzurro di Josef von Sternberg saranno riproposte le sue opere migliori, come Capriccio spagnolo, settimo e ultimo film del sodalizio Sternberg-Dietrich, un raffinatissimo delirio perverso e disumanizzato di decadentismo barocco che culmina nella famosa scena del duello; Disonorata, dove la Dietrich interpreta una prostituta ingaggiata dai servizi segreti come spia, algida e coraggiosa ma non immune all’amore; Marocco, grande storia d’amore fra una cantante di cabaret e un legionario; Shangai Express, struggente storia di un amore ritrovato; e infine Venere bionda, in cui a quella della Dietrich si affiancano le magistrali interpretazioni di Herbert Marshall e Cary Grant in un intreccio familiare pieno di fraintendimenti.

In calendario, poi, Angelo, storia piena di equivoci e complicazioni, la più drammatica e cattiva delle commedie sofisticate di Ernst Lubitsch e Desiderio di Frank Borzage, dove la Dietrich interpreta un’affascinante ladra che cede all’amore. Non potevano mancare due bellissimi film di Billy Wilder dove la Dietrich è protagonista: Scandalo internazionale, irridente e amara commedia in cui il regista mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania, sconfitta e in rovina e Testimone d’accusa, thriller ad alta tensione che abbina supense e colpi di scena, inganni ed equivoci.

In rassegna un titolo dove a dirigerla è Orson Welles, L’infernale Quinlan, in cui la Dietrich vi recitò un po’ per caso, come racconta la leggenda; uno in cui la diresse Fritz Lang, il grande western Rancho Notorius; uno sotto la regia del maestro del suspence Alfred Hitchcock, Paura in palcoscenico e infine un titolo diretto da Henry Koster, Il viaggio indimenticabile, dove la Dietrich recita per la seconda volta affianco a James Stewart.

A completare il programma, il documentario Marlene Dietrich – Her Own Song, che si sofferma su un aspetto particolare e meno conosciuto della sua vita: l’impegno civile e politico che la spinse a sospendere la sua carriera, allora all’apice, per dedicarsi agli spettacoli in sostegno delle truppe alleate durante la Seconda guerra mondiale.
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Il fascino segreto di  Marlene Dietrich

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