Pecunia non Olet

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Inaugurazione La mostra “Pecunia non olet”, ideata e organizzata dalla Fondazione Torre Colombera di Gorla Maggiore, si affianca a un convegno di Economia promosso dall’Amministrazione Comunale. L’esposizione, curata da Francesca Bellola, coinvolge quattro artisti milanesi: Giovanni Cerri, Isabella Dovera, Marina Falco e Fabio Sironi.  - Chiusura 10/11/2016
Via Canton Lombardo, Gorla Maggiore (VA) mappa
15/10/2016
La mostra “Pecunia non olet”, ideata e organizzata dalla Fondazione Torre Colombera di Gorla Maggiore, si affianca a un convegno di Economia promosso dall’Amministrazione Comunale. L’esposizione, curata da Francesca Bellola, coinvolge quattro artisti milanesi: Giovanni Cerri, Isabella Dovera, Marina Falco e Fabio Sironi. 10/11/2016 Via Canton Lombardo, Gorla Maggiore (VA)


La mostra “Pecunia non olet”, ideata e organizzata dalla Fondazione Torre Colombera di Gorla Maggiore, si affianca a un convegno di Economia promosso dall’Amministrazione Comunale. L’esposizione, curata da Francesca Bellola, coinvolge quattro artisti milanesi: Giovanni Cerri, Isabella Dovera, Marina Falco e Fabio Sironi.
Una sfida, quella accolta dagli autori di questa rassegna tematica, che in primis pone domande e quesiti sul significato del denaro e del suo valore, dai tempi in cui fu coniata la moneta ai complessi circuiti finanziari di oggi.
Non solo, gli artisti obbligati a confrontarsi con un argomento ostico e certamente non facilmente traducibile in immagine, si sono poi fatti carico di interpretare – secondo un proprio linguaggio espressivo – un modo di comunicare la loro riflessione intorno all’insolito tema. Come trasporre in disegni e quadri più o meno descrittivi o evocativi la lunga storia del soldo, della latina pecunia? Ed ecco allora quattro diverse interpretazioni, o modi di raccontare in chiave iconografica le complessità che ruotano intorno alla moneta.
Da segnalare che, nel corso dell’inaugurazione della mostra, Fabio Sironi eseguirà una performance della serie “Fracking Duo“ durante la quale sarà affiancato da Claudio Resentini al basso elettrico.


Giovanni Cerri (Milano, 1969) lavora già da alcuni anni sulla crisi e sulla decadenza occidentale, mettendo in primo ruolo anche la centralità del mercato globale come motivo di disorientamento, precarietà, rivendicazione di diritto, ribellione a un sistema che sta caratterizzando profondi solchi di diseguaglianza sociale. L’artista, nella selezione dei lavori esposti in mostra, accentua il motivo di critica sociale nella rappresentazione di un’archeologia classica – eretta a simbolo dell’identità occidentale – che è sfregiata, vandalizzata, dimenticata e offesa. Ma in questo degrado mostrato mantiene comunque la forza evocativa della memoria, il vero riscatto da un possibile oblio. La bellezza classica, seppure intaccata dalle scritte e dagli slogan, riemerge in una nuova veste, “sporcata”, ma ancora fieramente eroica.

Isabella Dovera (Milano, 1976) presenta un ciclo di lavori risolti quasi in bianco e nero, dove emerge il disagio umano, conseguenza sofferta provocata da una sorta di dannazione del denaro. Mercificazione a oltranza, sbaraglio sociale, impossibilità di intravedere un futuro e minaccia di un non-ritorno. In una scarna monocromia – ma efficace nel suo intento a scavare nella durezza della sopravvivenza degli “ultimi” – Isabella Dovera ha rappresentato l’aspetto meno gratificante della moneta. Il soldo che sembra azzerare l’aspetto umano, che si pone come “prezziario” di una parte della popolazione del mondo sottoposta a una nuova forma di schiavismo; la moneta che paga le nuove “ondate” di migrazione forzata, spesso con conclusioni tragiche nei nostri mari italiani.

Marina Falco (Napoli, 1967) invece risolve in una chiave più ironica e quasi con illuminato distacco la questione annosa del valore del soldo. Quegli uccelli che vediamo volare qui e là in essenziali vegetazioni (quasi “cinesi”, di sapore orientale comunque) sono gazze ladre o fenici pronte a risorgere dalle loro ceneri? Con un sapiente uso di velature e sfumature che fanno da fondo alla rappresentazione essenziale del soggetto, la Falco presenta tele di raffinata sensibilità cromatica, in cui il racconto quasi “fiabesco” ha un carattere onirico, sognante. Sarà proprio questa evanescenza sfuggente la chiave di lettura del nuovo libero mercato?

Fabio Sironi (Milano, 1956), disegnatore dalla lunga militanza al Corriere della Sera di Milano, evoca scenari di sottile ironia, quasi grottesca e criticamente sapida sulla classe dirigente e sulle nuove strategie di mercato.
La sua ricerca è caratterizzata dalla nitidezza del segno grafico che delinea con precisione volti e oggetti, nonché da una calligrafia che qua e là irrompe a fare da monito, oppure a sollecitare un sorriso (nell’ironia sagace che contraddistingue l’autore) per rendere meno grave e pesante la riflessione sul nostro complesso vivere contemporaneo. Così, nell’indagine sugli aspetti sociali ed economici, la “battuta” in chiave iconografica pare smorzare e al contempo però mantenere la tensione del vivo dibattito.

Pecunia non olet

Giovanni Cerri
Isabella Dovera
Marina Falco
Fabio Sironi

Inaugurazione: sabato 15 ottobre ore 17,00
dal 15 ottobre al 10 novembre 2016

Fondazione Torre Colombera
Via Canton Lombardo, Gorla Maggiore (VA)

A cura di Francesca Bellola.

Orari della mostra:
giovedì e sabato h. 16,00 -18,30
domenica h. 10,00 – 12,00 – 16,00 – 18,30

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